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SCENARIO/ Mario Mauro: il "nuovo" centrodestra di Berlusconi nasce morto

Silvio Berlusconi (Infophoto) Silvio Berlusconi (Infophoto)

Le rispondo con una battuta di Andreotti. A commento della sua alleanza con Craxi, a chi gli opponeva che si trattava di un’alleanza scandalosa stretta con una personalità divorzista e abortista, Andreotti ricordò in modo molto serio e sereno che con il leader doveva fare un’alleanza di governo, non un matrimonio. Lo stesso mi sento di dire nei confronti di Berlusconi. In questo momento del resto il principale alleato di Berlusconi è Matteo Renzi, il quale lo legittima e lo rilancia come attore principale del centrodestra.

 

Il centrodestra però appare sempre più un arcipelago di tante piccole sigle…

Infatti, tanto è vero che neanche il Berlusconi dopo assoluzione è sufficiente per fare ripartire il centrodestra così come lui lo ha creato. Quella formula politica è fallita perché ha perso milioni di voti di consenso. Bisogna quindi pensare a qualcos’altro, e se tra quanti hanno idee c’è anche Berlusconi sicuramente non sarò io a scandalizzarmi. Il problema è che va pensato un nuovo scenario, un nuovo orizzonte e una nuova ragione sociale, che a oggi onestamente non vedo e non credo possa essere il frutto di una somma degli attuali attori in campo.

 

Quali sono le contraddizioni dell’attuale centrodestra?

L’Italia si salverà se attuerà un’economia sociale di mercato, collocandosi nella tradizione culturale e politica dei popolari europei. Per attuare questa politica non può indulgere a derive verso concezioni estremistiche come quelle di Marine Le Pen o di molti movimenti anti-europei. Se si perseguirà una nuova strada quei partiti che si riconoscono nel solco dei popolari europei torneranno ad avere il consenso della maggioranza degli italiani. Diversamente rimarremo prigionieri dell’incanto di Renzi, fatto di molte chiacchiere e perdite di tempo. Questo governo, cui pure ho dato la mia fiducia, non riesce a entrare nel merito delle riforme che ci interessano realmente: lavoro, fisco e giustizia.

 

Lei personalmente come intende muoversi e che cosa vuole fare?


COMMENTI
22/07/2014 - il nuovo che avanza (roberto cagnoni)

Ritengo che non sia il nuovo NCD che deve interessarci e, tantomeno, il nuovo centrosinistra. Non sono le sigle che possono cambiare l'Italia che mi sembra diventata - come asserisce il titolo del libro di Vittorio Feltri: una Nazione senza Patria. E' la passione per il BENE COMUNE che si concretizza in programmi e con ampie alleanze l'unica speranza di cambiare e migliorare la vita e la convivenza civile nel nostro paese. Se non si entra nell'ottica di sacrificare qualcosa delle proprie convinzioni mediando con le convinzioni altrui non usciremo da questa palude che è l'attuale scenario politico. Anche valori ideali, morali ed etici devono entrare in questo cammino di confronto e cambiamento. Come si può pensare di intraprendere un cammino di riforme costituzionali - vedi riforma del Senato - con 8000 emendamenti. Forse "lor signori, pensano di essere propositivi o, forse, pensano che gli italiani comuni - ovvero quelli che sono fuori dalla SALA COMANDO - sia proprio tutti stupidi. Ci sono problemi come,ad esempio la tassazione eccessiva, la lotta all'evasione impraticabile in un mondo compiuterizzato con dati disponibili e tracciabili, la lotta alla corruzione, all'affarismo politico, la lotta impari allo snellimento della burocrazia. Ci sono troppi rematori che remano controcorrente e la gara non si può vincere. Ad ottobre verrà la resa dei conti e spero solo che il sistema Italia non imploda. Buona fortuna a tutti ... Repubblica di Weimar avanza.

 
22/07/2014 - Vasto programma? (Carlo Cerofolini)

Una riedizione della Casa delle Libertà – che ha governato l’Italia dal 2001 al 2006 con i governi Berlusconi, non ha dato grande prova di sé, anzi, anche se ha operato sempre molto meglio dei governi Prodi, per non parlare poi di quelli Monti, Letta e Renzi – è ovvio che non ha mercato elettorale, a meno che: 1) prima delle prossime elezioni non sia stato varato il Presidenzialismo alla francese; 2) il nuovo rassemblement dei partiti del centrodestra non condivida un programma comune che però deve essere coinvolgente, fattibile ed efficace e soprattutto orientato sui problemi economici e sociali in grado cioè - se attuato - di tirare fuori l’Italia dal cul de sac in cui è confinata, anche in virtù dei diktat di un’Ue senz’anima e prospettive a trazione tedesca. In caso contrario, come avrebbe detto De Gaulle: “Vasto programma”!

 
22/07/2014 - un nuovo centro destra (maria schepis)

In Italia di nuovo c'è ben poco,al punto tale che Mauro propone di far rinascere (il miracolo di Lazzaro)un nuovo centro destra che per altro come sigla esiste già l'NCD di Alfano è un acronimo di cosa?Nei contenuti non saprei proprio cosa possa proporre di originale questa astratta entità politica, perché Renzi non mi pare certo un comunista ortodosso ma piuttosto il figlio politico di Berlusconi e Monti( l'inglese di quest'ultimo non gli interessa).Renzi compendia destra e sinistra e mi pare che progetti economici strategie,metodi e rapporti con l'Europa non differiscano molto da quelli dei precedenti governi.I problemi irrisolti sono sempre gli stessi:tassazione alta,mancanza di lavoro,evasione fiscale protetta,welfare sempre più assente,disagio per fasce deboli in costante aumento.Anche temi civili quali unioni gay,fecondazione assistita,questioni fine vitae vedono i due schieramenti uniformarsi,per cui l'identità di un nuovo centro destra risulta sempre più effimera e qualunque nuovo soggetto politico tende sempre più all'omologazione.Mi pare che si torni solo a parlare di carisma(esagerato) e credo che Renzi ci sappia fare.Se poi per essere originale la Boldrini afferma:-I migranti sono l'avanguardia della globalizzazione,in futuro saremo tutti migranti...forse è meglio un po' di conformismo e un linguaggio più ponderato anche considerando il ruolo che si ricopre.Non servono nuovi partiti,occorre che quelli esistenti si tolgano le bende dagli occhi e si diano da fare.

 
22/07/2014 - Campo popolare (andrea sartori)

L'elettorato ,si dice, ha sempre ragione e ciò è vero nel senso che va rispettato il responso delle urne. Non è vero però che l'elettorato sappia sempre scegliere per il meglio ( ricordiamo l'esempio del NAZISMO). Giusto dunque proseguire per la costruzione di un partito popolare senza preoccuparsi di chi si lascia incantare dalla sirena Renzi.

 
22/07/2014 - vino nuovo in otri vecchi (selvino beccari)

Non mi dovrei sorprendere che la risposta arrivi dalla parabola ed invece sempre mi sorprendo. Nessuno cuce un pezzo di stoffa nuova sopra un vestito vecchio... così nessuno mette vino nuovo in otri vecchi( Marco2:18-22).Non penso che il tema sia un nuovo programma, un nuovo partito insomma il nuovismo la soluzione. Anche perché allora meglio sarebbe, come sempre,l'originale. Il nuovo da affrontare è il rapporto tra la politica come bene comune ed il potere,la gestione del potere politico. Qui in tanti sono caduti e da qui dobbiamo ripartire con coraggio. Limitarsi a dire che gli errori sono semmai attribuibili alle persone è riduttivo perché non va al problema che è quello di un potere che tenta e fortemente. Su questo va individuata la soluzione dalla quale il resto discende perché affermare che il problema sia l' occupazione per i giovani (verissimo) politicamente è del tutto banale. O c'è qualcuno che afferma che la disoccupazione sia bella cosa? Come muoversi una volta giunti al potere, questa è la domanda alla quale dobbiamo rispondere e dalla risposta che si saprà dare tutto deriverà. Dudù si o Dudù no è dibattito insopportabile. Se la politica è un servizio alla collettività allora ne debbono discendere delle conseguenze. Leggere di politici pronti ad un ruolo per tutte le stagioni è deprimente e non aiuta se non i disfattisti. Chi si è speso per una ipotesi e l' ipotesi è tramontata, non pensa che sia il caso mettersi da parte? O ritiene di essere stato chiamato ?

 
22/07/2014 - tecnicamente perfetto (Claudio Baleani)

Mauro inizia facendo l'esatta analisi del centro destra, in grave crisi e senza l'ipotesi di tornare a quello che era. Prosegue dicendo che c'è bisogno di nuovi contenuti politici, lasciati però in ombra. Continua affermando che questi nuovi contenuti devono rispondere ad una serie di problemi e perciò di nuovo non afferma di voler questo o quello. Conclude per dire che lui vuole rispetto per i popolari. Rispetto da chi? Da Berlusconi e dagli altri di centro destra. D'accordo. Un posto ci sarà. Ma per fare cosa? E' strano come una proposta innovativa si scopra priva di innovazione e nemmeno una proposta. A questo punto allora è molto meglio Renzi.