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Politica

IL CASO/ Folli: Napolitano allunga la vita a Renzi

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

A breve termine l’assoluzione rafforza il Cavaliere perché gli restituisce un po’ di onore, e quindi un po’ di agibilità politica vera. Nel medio-lungo termine rafforza invece Renzi, che diventa il beneficiario di questa fase politica. Berlusconi è più che mai intenzionato a sostenere il premier sul piano delle riforme, e anche nell’intervista al settimanale Oggi parla di Renzi in termini straordinari, di fatto come se fosse il suo figlio politico. L’assoluzione di Berlusconi favorisce il patto con Renzi, e di conseguenza aiuta Renzi più ancora di Berlusconi.

 

In questo momento quali sono le vere ambizioni di Berlusconi?

Rimanere nel perimetro delle decisioni politiche, essere riconosciuto e accettato entro una certa classe politica che tendeva a espellerlo, ed essere per quanto possibile riconosciuto come un esponente politico di questo Paese, e non soltanto come un condannato, un pregiudicato o un uomo che deve scontare una pena. L’assoluzione per il caso Ruby dà a Berlusconi la sensazione di non essere appiattito per sempre sui problemi giudiziari, ma di tornare ad avere un ruolo nella vita politica del Paese ed essere comunque ricordato per quello che ha fatto sul piano politico, piuttosto che per le questioni giudiziarie.

 

Quale futuro ha ancora Berlusconi?

La mia sensazione è che Berlusconi non sia più destinato ad avere un ruolo di protagonista, vuoi per l’età, vuoi per una serie di altri problemi. Tutto ciò che può compiere è quindi organizzare il campo del centrodestra. Finora lo ha fatto con molta irrazionalità, mentre d’ora in poi potrebbe farlo con piena consapevolezza di questo compito politico di grande importanza.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
23/07/2014 - Riflessioni di un'italiana comune (maria schepis)

Da cittadina attenta e interessata alle sorti di questo Paese noto un mescolamento di posizioni che mi sorprende non poco. Dando per scontato che l'assetto politico istituzionale è fondamentale in qualunque Stato,mi pone dei dubbi questa decisa, ma non priva di contestazioni, accelerata per la riforma del Senato. Provo a darmi una risposta: Napolitano accettò un incarico a tempo ridotti, forse, vorrebbe andar via, lo schieramento parlamentare attuale potrebbe portare all'impasse dell'ultima elezione e quindi si vuole fare presto, perché il presidente possa aspirare al meritato riposo; un senato più "obbediente"e le nuove norme potrebbero favorire una nuova elezione in tempi brevi. Credo di aver letto che Monti potrebbe ricoprire il nuovo incarico. L'asse Monti-Renzi e un Berlusconi placato dall'assoluzione permetterebbero di mettere in atto la politica economica desiderata da Bruxelles in un Paese politicamente più stabile, perché l'opposizione sarebbe costituita, di fatto, da i reduci di Sel, dai Cinque stelle prima maniera e da qualche dissidente. Tutto ciò sarebbe troppo poco per continuare a parlare di democrazia piena. Accettando ipoteticamente questo stato di fatto mi pongo un'altra domanda, forse ancora più banale, ma ribadisco il mio essere una cittadina comune: le malefatte a cui assisto ogni giorno: giovani senza lavoro, sanità saldamente in mano alla politica, iniquità sociali etc. verrebbero meno? Se qualcuno mi dice sì, evito di pensare e accetto pure questa non democrazia.