BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

IL CASO/ Sansonetti: Renzi è figlio (illegittimo) di Mario Monti

Mario Monti (Infophoto)Mario Monti (Infophoto)

Mi sembra che le forze riunite intorno al Fatto Quotidiano, a un pezzo della sinistra del Pd e a Sel parlino di svolta autoritaria più per propaganda anti-renziana che per riflettere su quanto sta avvenendo in Italia. Oggi parlare di svolta autoritaria è una forzatura se non si parte da allora. L’insediamento del governo Monti è stato una ferita gravissima alla nostra democrazia e ha rappresentato una svolta autoritaria fortissima. Tra l’altro ha portato a provvedimenti sociali estremamente duri, al taglio delle pensioni, agli esodati, ai sacrifici e al rigore.

 

Insomma quanto sta avvenendo oggi va inquadrato negli sviluppi degli ultimi tre anni?

Proprio così. E’ difficile ragionare oggi di svolta autoritaria, se non si capisce che la vera svolta autoritaria è avvenuta con il governo Monti e con l’illegale rovesciamento del governo Berlusconi. Il fatto che Berlusconi fosse un nemico di quelli che oggi denunciano la svolta autoritaria non cambia la sostanza delle cose, e si dovrebbe avere la forza di partire da lì. Altrimenti diventa difficile intenderci e sembra che ognuno faccia soltanto propaganda politica. Renzi ha dichiarato che senza riforme si va al voto.

 

Ritiene che questa eventualità sia reale?

Sì, non vedo altra via d’uscita perché non credo che Renzi riuscirà a fare le riforme. Il presidente del consiglio si è impantanato e non credo che riuscirà a uscire dalle sabbie mobili. Non possiamo certo andare avanti fino a Natale a fare una ridicola riforma del Senato, a un certo momento bisognerà anche occuparsi dei problemi dell’Italia. A quel punto già a settembre Renzi non avrà molte scelte e dovrà andare al voto.

 

Quindi ha ragione Giachetti quando invita Renzi a tornare alle urne?

E’ così, anche perché le ultime elezioni politiche sono state vinte da Bersani, non da Renzi, e i deputati sono bersaniani e non renziani.E’ una contraddizione, che si aggiunge al fatto che il governo è presieduto da un signore che non si è presentato alle elezioni.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
24/07/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Lapponia (selvino beccari)

Non credo che voglia andare veramente al voto (i precedenti sono pessimi) però non è questo il punto interessante dell' intervista. Il tema centrale è quello di forze oscure ed esterne che determinano le scelte politiche.E su questo, per quel che ne capisco dalla Lapponia, son d'accordo; è che partirei da prima, certamente dalla caduta di Bettino. Già da quel momento osservai, da queste latitudini, che forze che non appartenevano propriamente alla politica decisero di svolgere un ruolo essenzialmente politico seguendo un percorso non tradizionale. Capirono che non era necessario seguire il percorso che iniziava in sezione che passava per la federazione provinciale per arrivare al comitato centrale...capirono che i tempi erano maturi per incidere seguendo un'altra più spedita via. In Lapponia i politici sostenevano che le rivolte degli schiavi finiscono nel sangue degli schiavi (anche da voi?) ed invece è successo il contrario: le rivolte di chi ha subito i politi (schiavi) è finito nel sangue dei politici di professione. Però allora almeno i politici si conoscevano e, incredibile, si sceglievano mentre questi misteriosi poteri, interni e non, si muovono nell'ombra. Ecco perché preliminarmente è fondamentale porsi il problema della gestione del potere, non tanto quello delle colpe di Tizio o di Caio, di Rosa o Celeste. Certo che se questi si ostinano ad essere pronti e disponibili per ogni stagione diventa difficile rifondare. Loro di certo no. Liberatevi dal contingente.