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RETROSCENA/ L'aiuto di Napolitano? E' la prova che Renzi è in crisi...

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Qualcosa sembra che esista, dal momento che Grasso aveva definito un programma di lavori molto lungo, con il rischio di non arrivare alla conclusione della votazione nell’aula del Senato. Ora il presidente della Repubblica ha incontrato Grasso, e gli ha detto che non si può lasciare la riforma in mezzo al guado. In questo senso è evidente che c’è una smagliatura. Napolitano ha smentito che sia in atto una svolta autoritaria.

 

Che senso ha smentire quella che è ritenuta (nel governo) una tesi senza fondamento?

La svolta autoritaria non è una tesi senza fondamento. E’ bensì la lettura complessiva del disegno che emerge sommando Italicum, svuotamento del Senato, elezione di secondo grado, e lo sbilanciamento nel sistema di pesi e contrappesi, cui si aggiunge questo taglio politico del presidente del Consiglio che si è messo a liquidare il ruolo dei partiti, dei sindacati o dei corpi intermedi. Questo insieme di fattori, di proposte istituzionali e di clima politico sono i presupposti per una possibile svolta autoritaria.

 

Che ruolo ha Napolitano nell’attuale posizione dell’Italia rispetto all’Europa?

Napolitano sta cercando di dare una mano a Renzi, nel momento in cui il premier insiste su slogan come “flessibilità” e “Italia cambia verso”. Il capo dello Stato sta cercando di appoggiare gli sforzi del premier di ottenere qualcosa nelle sedi europee. In questo senso c’è una sintonia, che io considero molto più giustificata di quanto non sia quella relativa alle riforme istituzionali.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
25/07/2014 - vin o Sel autoinviato dalla Lapponia (selvino beccari)

se la guerra è che la prosecuzione della politica con altri mezzi, l' economia è la ragione della politica, o meglio vorrebbe esserlo. Un tempo, dalle nostre latitudini, si diceva che "in ultima analisi è l'economia" che spiega ed il resto che è tutta sovrastruttura, politica compresa. Ma non sarà mica politica la misura quotidiana delle distanze e delle vicinanze tra questo e quel politico? è solo cattiva retorica e vuota dietrologia, chiacchericcio di chi non ha ritrovato, succede di smarrirsi, una visione complessiva della politica e del proprio senso; visione che invece oggi ho con piacere letto nell' articolo di fondo a firma U.Bertone. La politica sottratta all' uomo ed all' economia è robetta.Un po' come i principi che se non sono l' espressione di altro valgono poco di per sé. Non lasciatevi condizionare da cooptati improvvisati e da trombati incazzati che hanno perso non solo il punto di arrivo ma anche quello di partenza e non sanno dove si trovano. Ottima l' idea del referendum costituzionale comunque, non tanto letta nell' ottica della polemica quotidiana che sarebbe riduttivo, ma come risposta alla domanda di democrazia diretta. Prepariamoci a leggere interpretazioni minimali della proposta del referendum comunque; d' altra parte ciascuno di noi fa quello di cui è capace, più o meno incarognito.