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DIETRO LE QUINTE/ Lo scontro sulle riforme nasconde i veri "guai" dell'Italia

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

Il M5S sta cercando di alzare la sua forza contrattuale, perché ciò che interessa loro è una legge elettorale diversa dall’Italicum nella versione approvata alla Camera. Quest’ultimo testo avrà quindi vita durissima al Senato, a meno che Renzi sia disposto a trattare con il M5S. Le avvisaglie di una trattativa ci sono, e il Pd alla fine potrebbe anche accettare almeno in parte le richieste del M5S. Ciò a condizione che Renzi non consideri il patto del Nazareno come “non irriformabile”. Se il Pd riflette però, alcune delle richieste del M5S sono accettabili e migliorerebbero la legge.

 

Renzi potrebbe optare per una prova di forza verso chi sembra ostacolarlo?

Renzi si è un po’ montato la testa dopo avere ottenuto il 40,8% alle elezioni europee. Questo risultato non è però un mandato a riformare il Senato nel senso dell’elettività di secondo grado, bensì un invito ad andare avanti. Ciò non significa però che gli elettori non abbiano posizioni abbastanza diverse su quale riforma del Senato vogliono. Dal sondaggio di Pagnoncelli pubblicato una settimana fa risulta che il 73% degli elettori vogliono un Senato elettivo. C’è quindi uno spazio per la contrattazione che Renzi dovrebbe in qualche modo accettare.

 

Che cosa c’è dietro il rifiuto di compromessi da parte di Renzi?

L’ipotesi più preoccupante è che Renzi starebbe sfruttando questa occasione per mascherare le sue difficoltà a portare avanti riforme efficaci nel settore socioeconomico. Questo ovviamente, per usare un eufemismo, non sarebbe un modo di governare molto soddisfacente.

 

(Pietro Vernizzi)

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