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SCENARIO/ Le elezioni subito spaccano il "cerchio magico" di Renzi (e Berlusconi)

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Non a caso Silvio Berlusconi, rinfrancato dalla sentenza di assoluzione in appello nel processo Ruby, sta cominciando a riannodare le fila di un centrodestra sfilacciato come non mai. Un processo graduale, ha proposto il leader di Forza Italia, con rispetto per la storia di ciascuno. Obiettivo dichiarato non mettere in piedi un semplice cartello elettorale, anche se arrivare a un programma comune non sarà affatto facile.

Lo dimostrano le bordate quotidiane che si scambiano Alfano e Salvini. Se il ministro dell'Interno assicura che non sarà mai alleato con un Carroccio xenofobo, l'europarlamentare chiede ogni giorno le dimissioni del titolare del Viminale, accusandolo di totale immobilismo nel contrasto all'immigrazione clandestina. Ma Alfano va anche più in là, chiedendo a Berlusconi la garanzia che la sua gracile creatura (che il 25 maggio ha faticato a passare il 4%) non sarà strangolata nella culla. E la replica di Toti, che si lamenta di un Ncd tentennante di fronte alla mano tesa del suo leader, fanno capire che l'ex delfino sarà il più strenuo sostenitore della necessità di portare a termine il piano dei 1000 giorni di Renzi, così da avere più tempo per far crescere la sua formazione politica. Sulla stessa lunghezza d'onda è De Poli che da casa Udc accusa Berlusconi di essere rimasto fermo allo schema del 1994 della Casa delle Libertà. E D'Alia vi aggiunge la richiesta che Berlusconi ceda lo scettro a un nuovo leader, come peraltro ripete in continuazione Quagliariello.

La tela per la ricomposizione del centrodestra è quindi fragile e praticamente ancora tutta da tessere. Certo, ci sarà una forte accelerazione qualora dovesse essere chiaro che Renzi ha scelto la via del voto anticipato. Ma i centristi debbono fare attenzione a non tirare troppo la corda. Se Berlusconi dovesse essere messo di fronte alla scelta secca fra Alfano e Salvini oggi non avrebbe dubbi, e si schiererebbe con la Lega: porta molti più voti di Ncd e Udc messe insieme e consente di restare al governo di Lombardia e Veneto. E proprio in terra veneta a primavera, quando si tornerà a scegliere il governatore, si potrà fare il punto sul nuovo centrodestra. A meno che gli eventi precipitino e alle elezioni politiche si andrà prima della fine dell'anno.

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COMMENTI
27/07/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Lapponia (selvino beccari)

La Lombardia ed il Veneto al centrodestra garantito dall'accordo con la Lega. Sicuri?Dal mio villaggio Rategavi della Lapponia faccio fatica a credere che l'ex premier Berlusconi pensi veramente di riconquistare la Lombardia; un po' le vicende tristi e boccaccesche del passato, un po' che il centrosinistra non si presenterá con un Papà straniero ma con un candidato, neanche a dirlo, renziano, che è il segretario regionale, dubito che gli schieramenti e la strategia del centrodestra siano determinati da un obiettivo consapevolmente irraggiungibile. Questo , ripeto, per quel che vedo dal mio villaggio dalla Lapponia. E poi non credo a questa dialettica tra i renziani; certo, elezioni si elezioni no, resta un dilemma ma nessuno può assumersene la paternità, neanche Sel che alle politiche, contrariamente a quello che e avvenuto alle europee, non avrebbe i Pd-Pds- Ds che lo votano.Tirano tutti la corda, incuranti di romperla tanto hanno poco da perdere. Tranne il loro, il vostro Paese. e poi che nei renziani si formino fazioni lo trovo improbabile, penso che siano tutti più renziani di Renzi; un giorno, quando Renzi cadrà in disgrazia, perchè prima o poi accadrá, allora sì che ci saranno le fazioni. Ma finchè le altre formazioni non si libereranno dei propri fardelli, la vedo dura. Sempre visto il tutto dalla Lapponia.