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SCENARIO/ Le elezioni subito spaccano il "cerchio magico" di Renzi (e Berlusconi)

Pubblicazione:domenica 27 luglio 2014

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Un solo dato è certo: sarà impossibile rispettare la data dell'8 agosto per il voto finale del Senato sulla riforma della Costituzione. Si può contingentare il dibattito, ma nulla può far decadere gli emendamenti. A quella data potrebbero rimanerne da votare ancora qualche migliaio. Matteo Renzi ne è così conscio da aver cominciato ad ammorbidire i toni, che si sono fatti molto meno ultimativi, sino a ipotizzare uno slittamento.

Ma il premier non ha ancora preso la decisione finale. Il bivio è di quelli cruciali: o trattare per arrivare al ritiro degli emendamenti, oppure fare muro, andare dritto senza concessioni, alla ricerca dell'incidente che potrebbe portare alle elezioni in autunno. Anche il ristretto cerchio magico renziano è percorso da una lacerante divisione, fra chi – come Giachetti – non perde occasione per invitare il premier/segretario a strappare e correre verso le urne, e chi – al contrario – preferirebbe evitare la soluzione traumatica, a costo di fare qualche concessione.

Capofila di chi vorrebbe evitare il voto nel bel mezzo del semestre di presidenza italiana dell'Unione Europea è senza dubbio il presidente della Repubblica. E la smentita che si è sentito in dovere di fare alle voci intorno a pressioni telefoniche su "parlamentari ribelli" (virgolette nel comunicato del Quirinale) confermano che un'opera di mediazione c'è, anche se magari non vede impegnato in prima persona il capo dello Stato. Sulla vicenda dell'ostruzionismo Napolitano proprio questa settimana è stato chiaro: impedire una decisione danneggia il prestigio dell'istituzione parlamentare, ha detto il presidente.

Oggetto delle pressioni più forti perché ammorbidisca il suo ostruzionismo è Sel, cui si devono la stragrande maggioranza degli emendamenti in campo. Ma Vendola e la De Petris sono stati chiari: disponibili a scendere a più miti consigli, solamente in presenza di concessioni significative su punti qualificanti, come ad esempio l'elettività del Senato. Non a caso gli esperti si esercitano da giorni su un ampio ventaglio di ipotesi intermedie, come l'elezione dei senatori contestuale a quella dei consigli regionali. Non è facile però trovare una formula che stia bene a tutti ed eviti a qualcuno (in primis Renzi) di perdere la faccia.

Alla decisione finale il presidente del Consiglio arriverà la prossima settimana. Forte, oggettivamente, la tentazione di monetizzare i consensi elevatissimi che i sondaggi gli assegnano, ma che potrebbero cominciare a scemare di fronte a una economia che non ne vuol sapere di riprendersi. Dopo il voto, con qualsiasi sistema elettorale, compreso il Consultellum, i gruppi parlamentari democratici sarebbero allineati al suo volere. Anche le formazioni centriste finirebbero per uscire fortemente ridimensionate (quando non cancellate), e i grillini marginalizzati. E se proprio fosse necessario un supporto numerico, basterebbe un'intesa diretta e a due con Forza Italia, tagliando fuori tutte le altre formazioni. 


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COMMENTI
27/07/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Lapponia (selvino beccari)

La Lombardia ed il Veneto al centrodestra garantito dall'accordo con la Lega. Sicuri?Dal mio villaggio Rategavi della Lapponia faccio fatica a credere che l'ex premier Berlusconi pensi veramente di riconquistare la Lombardia; un po' le vicende tristi e boccaccesche del passato, un po' che il centrosinistra non si presenterá con un Papà straniero ma con un candidato, neanche a dirlo, renziano, che è il segretario regionale, dubito che gli schieramenti e la strategia del centrodestra siano determinati da un obiettivo consapevolmente irraggiungibile. Questo , ripeto, per quel che vedo dal mio villaggio dalla Lapponia. E poi non credo a questa dialettica tra i renziani; certo, elezioni si elezioni no, resta un dilemma ma nessuno può assumersene la paternità, neanche Sel che alle politiche, contrariamente a quello che e avvenuto alle europee, non avrebbe i Pd-Pds- Ds che lo votano.Tirano tutti la corda, incuranti di romperla tanto hanno poco da perdere. Tranne il loro, il vostro Paese. e poi che nei renziani si formino fazioni lo trovo improbabile, penso che siano tutti più renziani di Renzi; un giorno, quando Renzi cadrà in disgrazia, perchè prima o poi accadrá, allora sì che ci saranno le fazioni. Ma finchè le altre formazioni non si libereranno dei propri fardelli, la vedo dura. Sempre visto il tutto dalla Lapponia.