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DIETRO LE QUINTE/ Feltri: così l’Italicum rovina i "nuovi" piani di Berlusconi

Per MATTIA FELTRI, con l’Italicum Berlusconi si mangia i voti di eventuali alleati. Non vedo perché Alfano se ne debba andare da Forza Italia per poi regalare i voti a Berlusconi

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“E’ evidente che non potrà essere Silvio Berlusconi il nuovo candidato alle prossime elezioni”. Lo ha affermato Giovanni Toti, parlando durante la rassegna culturale “Ponza d’Autore”. “Come verrà scelto il nuovo candidato premier? Probabilmente con lo strumento delle primarie – ha aggiunto Toti -, che non per forza però sono lo strumento migliore. Solo in Italia, dove i partiti sono pericolosamente delegittimati, per colpa loro, perché hanno dato pessimi esempi, le primarie sono viste come la panacea”. Ne abbiamo parlato con Mattia Feltri, giornalista de La Stampa.

 

Come valuta l’ipotesi di primarie del centrodestra per il nuovo candidato premier?

Primarie o non primarie, finché c’è Berlusconi il centrodestra è bloccato, e lo si potrà ricostruire soltanto quando non ci sarà più il Cavaliere. E’ vero che lui continua a essere quello che ha i voti, ma non ha più la capacità di fare vincere Forza Italia.

 

Che cosa accadrebbe al centrodestra senza Berlusconi?

A breve termine il centrodestra non ha comunque, chance di vincere, però sarebbe obbligata a uscire da questa eterna pubertà e decidere che cosa vuole fare da grande. All’inizio dovrebbe affrontare delle difficoltà, ma poi succederebbe qualcosa di più strutturale, con una prospettiva che attualmente non c’è. Il tentativo di creare una federazione è particolarmente complicato, perché per qualcuno e in particolare per Ncd la federazione si può fare solo se Berlusconi si ritira dal ruolo di grande capo della coalizione. Per il resto non c’era bisogno di Toti per dire che Berlusconi non sarà il candidato premier, bastava la legge Severino.

 

Qual è il progetto di Berlusconi per ridisegnare l’area dei moderati?

Berlusconi non ha nessun progetto innovativo, ciò che ha in mente è soltanto qualcosa di già visto. La lettera che ha inviato a tutti sperando di lanciare la federazione del centrodestra è l’emblema del nulla. Il Cavaliere è stato assolto per il caso Ruby, ma anche lui non può durare in eterno. Ora punta a riproporre lo stesso schema che, per sua stessa ammissione, dal 1994 gli ha permesso di vincere e che gli ha impedito di governare. Berlusconi ha spiegato innumerevoli volte che non è riuscito a fare le riforme che voleva perché era sempre ostaggio dei suoi alleati.

 

Allora perché Berlusconi ha voluto l’Italicum che lo costringe a riproporre questo schema?


COMMENTI
29/07/2014 - Berlusconi è senza il "quid"! (Luigi PATRINI)

Condivido l'analisi,brutale ma vera: Berlusconi dovrebbe avere la generosità di riconoscere di aver fatto il suo tempo; anche gli "alfaniani" dovrebbero deporre velleità annessionistiche nei confronti degli altri isolotti dell'arcipelago di Centro-destra: il risultato delle Europee dovrebbe aver fatto capire che se non sono scomparsi lo devono anche alla piccola coalizione con l'UDC, che, pur ridimensionata ulteriormente, è risultata decisiva per superare la soglia di sbarramento; i "montiani" dovrebbero non scimmiottare il PD e differenziarsi dagli eredi di Togliatti (buon sangue non mente). Tutti dovrebbero avere la generosità di rinunciare ad "allargarsi" a spese degli altri per affrontare con coraggio il mare aperto senza reti di protezione, cambiando uomini e cominciando a preparare una classe politica nuova, competente, seria, affidabile; non necessariamente fatta da belle giovani e nel rispetto delle quote rosa: a prescindere dal sesso,si votano le persone per le quali si nutre stima vera! E forse è proprio questo il problema del Centro-Destra, nel quale la libertà di scelta non è mai stata violata da nessun centralismo democratico. Berlusconi ha questa colpa decisiva: ha voluto eliminare le preferenze non per far posto al centralismo democratico, ma per farsi la sua monarchia. La Storia non glielo perdonerà. E neppure la gente che pensa con la propria testa: unire le diversità è difficile anche per Papa Francesco, ma per Berlusconi è impossibile! Non ha il quid!