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Politica

ITALICUM/ Il giurista: Renzi sta violando tutte le regole

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Inoltre, qualunque sia il sistema elettorale prescelto, esso non potrà sfuggire al canone della razionalità e della ragionevolezza: la determinazione di soglie palesemente irragionevoli o di premi di maggioranza del tutto sproporzionati rispetto ai voti conseguiti, così come gli altri artifici variamente determinati dai cosiddetti "tecnici" attualmente all'opera, potranno essere sottoposti al giudizio della Corte costituzionale. A quest'ultima si potrà chiedere di accertare se i meccanismi escogitati dal legislatore siano coerenti con la finalità di dare coerente rappresentanza democratica alle libere scelte degli elettori, oppure siano mezzi introdotti per deviare arbitrariamente queste ultime. 

Infine, deve segnalarsi un aspetto che appare davvero poco commendevole: sono passati ormai parecchi mesi da quando la Corte costituzionale ha colpito le leggi elettorali vigenti con la sentenza  n. 1 del 2014. Correttezza istituzionale vuole che il Governo e il Parlamento adottino gli atti necessari per dare piena attuazione alle indicazioni della Corte: occorre, infatti, restituire alle normative elettorali quella compiutezza che viceversa ancora manca, soprattutto in relazione all'indicazione del voto di preferenza, che la Corte ha ritenuto costituzionalmente necessaria, ma che ancora manca di una specifica disciplina normativa. 

Basta volgere lo sguardo ad esempi stranieri, ad esempio a quanto avviene in Germania, per vedere ben altra rapidità nel dare immediata e corretta esecuzione alle indicazioni della suprema istanza della giustizia costituzionale in materia elettorale. Se si dovesse, per qualunque ragione, andare alle urne a causa di uno scioglimento anticipato delle Assemblee parlamentari, non avremmo una normativa compiutamente applicabile, nè tanto meno coerente con la predetta sentenza della Corte costituzionale. 

Il diffuso silenzio su questo aspetto, a tutti i livelli, induce a sospettare sulle motivazioni politiche che sono alla base di tale grave omissione. Ma qualunque siano tali motivazioni, il rispetto dovuto alle pronunce della Corte costituzionale, tanto più se relative a strumenti essenziali per il funzionamento della democrazia, è nello stesso tempo il rispetto per la Costituzione. Purtroppo, il tanto e ripetuto parlare di modifiche della Costituzione ha innescato un processo di latente delegittimazione delle regole costituzionali vigenti, che si manifesta anche in coloro che dovrebbero applicarla in prima istanza. Spetta agli organi costituzionali tutti il dovere di agire per rimediare a questa incresciosa condizione. Non si tratta di dare un'arma in più o meno all'esecutivo o a chi intende favorire le elezioni anticipate; si tratta di rispettare le regole del gioco democratico.

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