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SONDAGGI/ Renzi è al 60%, ma l’"effetto" Prodi è in agguato

Pubblicazione:lunedì 11 agosto 2014

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

La percezione di Renzi non è cambiata dopo il successo in occasione del primo voto sulla riforma. E’ rimasta sulla sua traiettoria naturale, caratterizzata da consonanza e fiducia, ma condizionata dal raggiungimento di risultati. Il fatto che sia pure a fatica Renzi vada avanti sul suo programma non migliora ulteriormente la sua percezione nell’opinione pubblica, bensì la conferma. Anche perché quella di cui gode Renzi è una fiducia condizionata, a differenza del Berlusconi degli anni migliori nei cui confronti i suoi sostenitori provavano un vero e proprio innamoramento.

 

Se non è un innamoramento come per Berlusconi, qual è la vera natura del consenso di cui gode Renzi?

Quella per Renzi è una fiducia come quella che si dà a un investitore, che la merita nella misura in cui garantisce di avere dei risultati. Non ci sono quindi variazioni significative nella fiducia di Renzi per il raggiungimento di questo primo obiettivo. C’è la conferma di una situazione di consonanza che riguarda tra il 50 e il 60% dell’opinione pubblica.

 

Il gradimento complessivo del premier dipende di più dalle riforme istituzionali o dall’economia?

L’economia conta sicuramente, ma a essere decisivo è il fatto che il premier con la sua tecnica del gioco d’azzardo scardini delle inerzie. Renzi piace perché, più che un rottamatore, è uno “scardinatore”. Renzi rompe degli schemi, dei muri, degli indugi, degli stereotipi mentali. Poi chiaramente lo si valuterà sull’economia, le riforme hanno un valore più simbolico che sostanziale. Quello che piace in questo momento è questo suo ruolo di “picconatore”. E’ proprio questo ciò che gli italiani vogliono da lui. Contestualmente ciò però ora dovrà consentire un rilancio dell’economia.

 

(Pietro Vernizzi)



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