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RENZI-DRAGHI/ Così si prepara un nuovo 2011

Pubblicazione:giovedì 14 agosto 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 2 ottobre 2014, 16.17

Mario Draghi (Infophoto) Mario Draghi (Infophoto)

Nel momento in cui l'Europa si è vincolata attraverso i trattati al perseguimento di una singola politica economica, la capacità di decidere dei singoli stati è stata circoscritta in premessa. Anche per questo l'Europa fa così fatica rispetto ad altre aree del mondo a rispondere alla crisi, che così risulta più forte, più persistente e più insidiosa. 

Quindi parlare o negoziare sulla flessibilità…
Viene presentato come un problema di applicazione o di attuazione dei Trattati. E non, come è, una scelta di politica economica.

Sul blog di Beppe Grillo, Aldo Giannuli ha scritto che Renzi, essendo non un piccolo ma un grosso debitore, dispone del cosiddetto "ricatto del debitore". L'Italia è troppo grande per fallire, e questa sarebbe un'arma contrattuale nelle nostre mani. Condivide?
Sì, l'Italia è troppo grande per fallire perché il Pil italiano è il 17-18 % del Pil europeo e il nostro fallimento determinerebbe uno smottamento finanziario globale. È vero che c'è il ricatto del debitore; ma anche vero che, in questa strana situazione, il creditore può sempre rimuovere l'amministratore delegato della società debitrice solo per trattare con un interlocutore più gradito. Mi sembra che sia già successo nel 2011.

(Federico Ferraù)



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COMMENTI
14/08/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Lapponia (selvino beccari)

Effettivamente la sorpresa che il debito dello Stato possa trasformarsi nel debito dei cittadini colpisce e inorridisce solo chi, come il politologo intervistato, ha sempre sostenuto la privatizzazione degli utili e la socializzazione dei debiti. È questo il volto tardo novecento del marxismo che, falliti i piani quinquennali dopo il fallimento del piano di coltivazione delle terre incolte, ha pensato bene che la via maestra di distruzione del sistema capitalistico fosse ...il suo indebitamento e che questo proprio dall'interno del sistema, abbandonate le velleità extraparlamentari, poteva essere meglio perseguito. Anche questa è una delle ragioni del passaggio da un marxismo rigoroso ad uno di declinazione libertaria. Quello che sorprende, e che anzi non dovrebbe sorprendere perché esprime il segno dello sbandamento assoluto, è che a fronte di questa situazione si abbia come obiettivo quello di demolire chi si oppone strenuamente alla perdita di identità dello Stato e quindi all'annacquamento del potere dei suoi cittadini. Sconfiggere il riformismo resta la missione prima dei marxisti figli della seconda internazionale.