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DI BATTISTA-SHOCK/ Dal blog di Beppe Grillo sugli Jhiadisti dell'ISIS: il terrorismo è l'unica arma rimasta per chi si ribella

Un post dal titolo "Isis: che fare?" lo scrive Beppe Grillo sul suo blog e risponde che "dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano"

foto: Infophoto foto: Infophoto

“Dovremmo smetterla di considerare il terrorista un soggetto disumano con il quale nemmeno intavolare una discussione”. Scrive così Alessandro Di Battista sul blog di Beppe Grillo, dove fa un lungo post dal titolo “Isis: che fare?” su quanto sta accadendo in Iraq, dividendolo in più punti. Al punto sei, parla del terrorismo come unica arma rimasta ai ribelli per difendersi. Ecco cosa scrive: “Questo è un punto complesso ma decisivo. Nell'era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. E' triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche nonviolente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto ne giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un'azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore. Compito difficile ma necessario, altrimenti non si farà altro che far crescere il fenomeno”. Al punto sette, Grillo scrive: Occorre legare indissolubilmente il terrorismo all'ingiustizia sociale. Il fatto che in Africa nera la prima causa di morte per i bambini sotto i 5 anni sia la diarrea ha qualcosa a che fare con l'insicurezza mondiale o con il terrorismo di Boko Haram? Il fatto che Gaza sia un lager ha a che fare con la scelta della lotta armata da parte di Hamas?”. Grillo parla dell’11 settembre, della leadership nordamericana, e accusa gli Usa “di non averne azzeccata una in Medio Oriente”. Parla anche di cosa dovrebbe fare l’Italia dal suo punto di vista, come – ad esempio – “l’Italia dovrebbe cominciare a pensare alla costruzione di una società post-petrolifera”, dove scrive che il petrolio è la causa della “stragrande maggioranza delle morti del XX e del XXI secolo” (Serena Marotta).

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