BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Ferri (Sott. Giustizia): 1185 giorni per una sentenza sono una follia

Pubblicazione:sabato 16 agosto 2014

Infophoto Infophoto

L’obiettivo è quello di favorire la risoluzione dei conflitti e delle controversie in via stragiudiziale anche attraverso l’introduzione di un nuovo istituto che si aggiunge a quelli già esistenti nell’ordinamento con finalità analoghe: la procedura di negoziazione assistita da un avvocato.

 

Può spiegare?

Tale procedura cogestita dagli avvocati delle parti è volta al raggiungimento di un accordo conciliativo che, da un lato, eviti il giudizio e che, dall’altro, consenta la rapida formazione di un titolo esecutivo stragiudiziale e per l’iscrizione di ipoteca giudiziale. Inoltre saranno implementati i poteri dell’ufficiale giudiziario nella ricerca dei beni, colmando così l’asimmetria informativa esistente tra il creditore e il debitore con riferimento al patrimonio di quest’ultimo. Tale “deficit” informativo verrà controbilanciato consentendo all’ufficiale giudiziario l’accesso diretto nelle banche dati pubbliche contenenti informazioni rilevanti ai fini dell’esecuzione, in primo luogo l’anagrafe tributaria, ivi compreso il cosiddetto archivio dei rapporti finanziari. Infine, la definitiva entrata in vigore del “processo telematico” produrrà effetti positivi non solo sotto il profilo del risparmio di tempi e costi del giudizio, sia nella prospettiva della migliore circolazione delle informazioni e della prevedibilità delle decisioni. Si tratta di misure volte al rafforzamento della tutela del credito e dello smaltimento dell’arretrato che rappresentano un’importante occasione per migliorare realmente il servizio Giustizia e dare nuovo impulso all’economia.

 

In che modo è possibile porre un argine alla carriera “per correnti” e favorire quella “per merito” all’interno del Csm?

La questione del correntismo in seno al Csm si inserisce in un dibattito, assai vivo nell’opinione pubblica ma anche all’interno della magistratura, sul ruolo attuale che le correnti, come tradizionalmente intese, sono chiamate a svolgere. Nello specifico, credo si possa pensare a modifiche dell’attuale sistema elettorale del Csm per ridurre il legame tra gli eletti e le correnti di riferimento, così come il pericolo di commistione tra attività del Consiglio ed attività della Sezione disciplinare. Il tema più generale è poi quello della progressiva trasformazione delle correnti all’interno delle istituzioni da ambiti di riflessione culturale a momenti di gestione del potere. Su questo penso si debba lavorare tenendo saldo l'irrinunciabile principio dell’autonomia e dell’indipendenza sia esterna che interna della magistratura e tendendo sempre più verso la premialità della professionalità e della competenza dei magistrati, sia nel conferimento degli incarichi direttivi che nell’avanzamento in carriera.

 

In che modo saranno affermati principi essenziali quali “rapidità, rigore e rispetto del cittadino”?

La risposta a questa domanda è semplice: attraverso una riforma seria e trasparente così come sta facendo il Governo, anche con la consultazione pubblica on line, e consentendo a tutti i cittadini di fornire un proprio contributo.

 

Che cosa ne pensa di quanti affermano che la riforma della Giustizia sia stata definita da Renzi e Berlusconi in occasione del Patto del Nazareno?

Credo che non sia vero. La riforma della Giustizia è uno dei punti caratterizzanti una stagione di riforme ed ha l'obiettivo chiaro ed ineludibile di migliorare realmente il sistema. Un confronto serio e costruttivo sulle proposte del Governo si farà in Parlamento, dove ci si augura che il maggior numero di forze politiche si dimostrino disponibili a cogliere l'occasione di dare anche in tema di Giustizia un assetto nuovo ed al passo con i tempi al nostro Paese.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
16/08/2014 - intervista molto utile (marco nocetti)

a capire che i magistrati continueranno a fare i loro (*****) comodi. Se questa è cambiare verso...

 
16/08/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Polonia (selvino beccari)

Vediamo se ho capito: siccome bisogna pur risarcire i cittadini che hanno subito un ingiusto danno provocato dall' operato della magistratura e siccome chi tocca quest'ultima muore( vedi che cosa è successo a Bettino dopo che gli è venuta l'infausta idea della responsabilità civile dei giudici) ecco trovata l'italica soluzione. C'è da pagare? Non c'è problema: paga pantalone, come diciamo in Lapponia, ed i magistrati non si preoccupino, non ci sarà rivalsa.E perché non facciamo così anche con i medici: paghi l'ospedale in caso d'errore ma senza rivalsa sui propri medici; e perché non facciamo così con tutti i professionisti: paga lo Stato e chi s'è visto s'è visto. M'aspettavo meno codardia politica. Quanto alla durata dei processi ed anche a parte degli errori giudiziari, nessuno pensa che se il legislatore fosse meno contorto e contraddittorio, se il legislatore non rinviasse frequentemente la soluzione di ogni conflitto di interessi, per l'incapacità e l'assenza di volontà di risolverlo politicamente, alla decisione ultima dei magistrati scaricando su di loro la responsabilità della soluzione, poi, forse, vi lamentereste meno dell' invadenza della magistratura? Vero è che prevale la tendenza a rendere giudiziario ogni rapporto anche politico; lo leggo come un fatto subculturale; " ci vediamo in Tribunale" pare essere la conclusione di ogni confronto cosiddetto politico. Ma la politica, qui da noi al Nord, è un' altra cosa. È fiducia e coraggio.