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IL CASO/ Ferri (Sott. Giustizia): 1185 giorni per una sentenza sono una follia

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“Ritengo che sia intollerabile che un’impresa, per far rispettare un contratto, debba aspettare 1185 giorni rimanendo paralizzata nella propria attività con ingenti perdite economiche: questa lentezza allontana gli investimenti esteri, fa perdere posti di lavoro ed altera le regole della concorrenza”. Ad affermarlo è Cosimo Ferri, sottosegretario di Stato alla Giustizia e magistrato, in un’intervista in cui anticipa punto per punto la riforma cui sta lavorando insieme al ministro Andrea Orlando.

 

Sottosegretario Ferri, nei 12 punti sulla riforma della giustizia si parla di responsabilità civile dei magistrati sul modello europeo. Che cosa significa in concreto?

Ripensare la disciplina della responsabilità civile dei magistrati significa semplificare il meccanismo attuale per fornire una tutela adeguata alle vittime di errori giudiziari. Non si tratterà di una riforma né contro né a favore dei magistrati ma l’obbiettivo sarà quello di trovare un giusto equilibrio tra le istanze risarcitorie dovute alle vittime di errori giudiziari e la tutela dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura. E’ importante mantenere il principio della responsabilità indiretta del magistrato.

 

Perché?

Perché con essa non si difende un privilegio della magistratura ma si tutela una garanzia per i cittadini: il principio di uguaglianza di fronte alla legge. I magistrati fanno un lavoro che, per sua natura, porta fisiologicamente a scontentare molte persone e laddove si prevedesse una responsabilità diretta del magistrato lo si esporrebbe alle richieste risarcitorie di una parte non soddisfatta per aver perso la causa. Del resto, va sottolineato come esistano anche altri tipi di responsabilità (quella penale, contabile e disciplinare oltre quella civile) nelle quali può incorrere il magistrato che commetta un errore o un reato. E' evidente però che, nell’ottica di un intervento normativo, fatta salva la responsabilità indiretta del magistrato, si debba intervenire per facilitarne il meccanismo.

 

Nell’opinione pubblica il filtro per l’accesso ai ricorsi è visto come un “tappo” che ostacola la pretesa risarcitoria...

Pertanto, oggi la proposta politica è quella di eliminarne la previsione per accentuare l’obbligatorietà dell’azione di rivalsa da parte dello Stato. Va però detto che talvolta il filtro nel passato ha evitato ai cittadini giudizi dispendiosi ed inutili. Tale intervento dovrà, innanzitutto, riguardare l’ampliamento dell’area della responsabilità da parte dello Stato su cui possa far leva chi è stato pregiudicato dal cattivo uso del potere giudiziario. Attualmente, sia lo Stato che il magistrato, in sede di rivalsa, rispondono in caso di errore dovuto a “negligenza inescusabile”, presupposto quest’ultimo che si differenzia dalla colpa grave, richiedendo un quid pluris per essere integrato e rappresentando una sorta di “colpa gravissima”.

 

La riforma, invece?

Il progetto di riforma, invece, prevede che lo Stato risponda per violazione manifesta della legge a prescindere da tale presupposto, mentre il magistrato continuerà a rispondere solo per negligenza inescusabile. Si tratta, quindi, di una risposta alle richieste della Corte di Giustizia che ha più volte invitato il nostro Paese ad adeguare la responsabilità dello Stato che, come previsto nel progetto, risponderà per violazione manifesta della legge, quale ipotesi sintomatica tipica della colpa grave del suo apparato.



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COMMENTI
16/08/2014 - intervista molto utile (marco nocetti)

a capire che i magistrati continueranno a fare i loro (*****) comodi. Se questa è cambiare verso...

 
16/08/2014 - Vin O Sel autoinviato dalla Polonia (selvino beccari)

Vediamo se ho capito: siccome bisogna pur risarcire i cittadini che hanno subito un ingiusto danno provocato dall' operato della magistratura e siccome chi tocca quest'ultima muore( vedi che cosa è successo a Bettino dopo che gli è venuta l'infausta idea della responsabilità civile dei giudici) ecco trovata l'italica soluzione. C'è da pagare? Non c'è problema: paga pantalone, come diciamo in Lapponia, ed i magistrati non si preoccupino, non ci sarà rivalsa.E perché non facciamo così anche con i medici: paghi l'ospedale in caso d'errore ma senza rivalsa sui propri medici; e perché non facciamo così con tutti i professionisti: paga lo Stato e chi s'è visto s'è visto. M'aspettavo meno codardia politica. Quanto alla durata dei processi ed anche a parte degli errori giudiziari, nessuno pensa che se il legislatore fosse meno contorto e contraddittorio, se il legislatore non rinviasse frequentemente la soluzione di ogni conflitto di interessi, per l'incapacità e l'assenza di volontà di risolverlo politicamente, alla decisione ultima dei magistrati scaricando su di loro la responsabilità della soluzione, poi, forse, vi lamentereste meno dell' invadenza della magistratura? Vero è che prevale la tendenza a rendere giudiziario ogni rapporto anche politico; lo leggo come un fatto subculturale; " ci vediamo in Tribunale" pare essere la conclusione di ogni confronto cosiddetto politico. Ma la politica, qui da noi al Nord, è un' altra cosa. È fiducia e coraggio.