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VITTADINI/ Un Meeting senza vip? Solo per certi giornali...

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Giorgio Vittadini (Infophoto)  Giorgio Vittadini (Infophoto)

«Nel 2008 - parlo a titolo personale - l’ho votato. Speravo in una rivoluzione liberale: ha fallito. È un giudizio storico».

 

Ora lei parla da renziano: l’ha votato alle Europee?

«Se riuscirà, sarà un bene. Diamo credito al governo e aspettiamo».

 

Il nuovo Papa ha stravolto gli equilibri del mondo cattolico. Anche per questo siete più in ombra?

«Guardi, noi siamo entusiasti di questo Papa. Ha rimesso al centro Cristo. E poi scusi, noi non vogliamo certo che lui segua noi: siamo noi che seguiamo lui!».

 

Bergoglio denuncia il rapporto troppo stretto col potere. Voi, in passato, siete stati collaterali ai governi.

«Senta, due anni fa Carròn - che guida Cl - disse: abbiamo dato dei pretesti. Ecco, magari con il Meeting abbiamo commesso degli errori. Se sbagliamo, impariamo».

 

Questo Meeting rischia di essere poco centrale.

«Noi comunque portiamo avanti la nostra identità. In passato ci sono stati meeting con attenzione mediatica, altri meno. Ce ne siamo sempre fregati».

 

Quale sarà il cuore del raduno? 

«Sarà il racconto di quel che accade nel mondo: con il primate nigeriano, il vescovo iracheno, l’archeologo siriano, padre Pizzaballa, il filosofo Filonenko, il costituzionalista Weiler... Testimoni che cercano un orizzonte di pace. E ci sarà anche la mostra su Jannacci e Guareschi: misero al centro personaggi periferici, dal barbone agli zingari. Gente che non cerca il potere, ma dalla quale imparare. È questo il cuore del Meeting».

 

(Tommaso Ciriaco)



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