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Politica

VITTADINI/ Un Meeting senza vip? Solo per certi giornali...

Riproponiamo il testo dell'intervista a GIORGIO VITTADINI pubblicata oggi sul quotidiano "La Repubblica", sui temi del Meeting per l'amicizia tra i popoli 2014

Giorgio Vittadini (Infophoto)Giorgio Vittadini (Infophoto)

Riproponiamo il testo dell'intervista a Giorgio Vittadini pubblicata oggi sul quotidiano "La Repubblica".

«Renzi non viene al nostro raduno? Noi facciamo il tifo per il suo governo», giura il presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini. Ecco il Meeting che non ti aspetti. O forse sì, visto l’irrinunciabile afflato governativo di Cl. Anche se il premier diserterà ostentatamente l’evento. 

Vittadini, Renzi vi ha dato buca.

«L’abbiamo invitato volentieri, era doveroso. Capiamo che in una situazione così difficile non venga, ma non leva niente alle testimonianze del Meeting». 

Magari diserta a causa dei recenti scandali di alcuni ciellini. Penso a Formigoni, ad esempio.

«Questo bisogna chiederlo a Renzi, non a noi. Non ci sembra proprio, comunque, e non ci interessa. Mi sembra gossip».

E se il premier cambiasse idea e partecipasse?

«Figuriamoci, per noi è sempre ben accetto: se vuole, tanto di guadagnato. Avremo personalità dell’economia e ministri».

Non Renzi, che invece va dagli scout. Siete gelosi?

«Non scherziamo. Non guardiamo certo dove va un premier, sarebbe una scelta di bassissimo profilo. Sono gelosie e cattiverie che non stanno in piedi. E poi il Meeting in questi anni è stato coerente: da Monti a Letta, sempre attento alla richiesta di governabilità». 

Renzi si sta muovendo bene?

«Sì. Naturalmente la crisi non si fronteggia in un giorno. Che abbia il tempo che serve». 

Fate il tifo per questo esecutivo, insomma?

«È impegnato anche per le riforme istituzionali: guardiamo con speranza alla sua azione. Facciamo il tifo affinché Renzi riesca nell’impresa, sarebbe una tragedia se fallisse».

Eppure esiste un’ala antigovernativa, tra voi.

«E che facciamo, ci mettiamo a fare i dispettucci al governo? Poi, certo, essendo un mondo e un popolo c’è un dibattito vivacissimo: un po’ stanno di qua, un po’ di là».

Insomma, siete governativi. Come sempre. 

«Da sempre. Ci hanno accusato di essere montiani, lettiani...».

E berlusconiani, soprattutto. Una parabola conclusa?