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IRAQ/ Mauro: ora Renzi deve aprire all'Onu per coinvolgere la Russia

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Questa situazione è figlia della decisione di Obama di abbandonare l’Iraq a se stesso. Una decisione presa per motivi di politica interna, senza alcuna visione e senza alcuna lungimiranza politica. Oggettivamente questa situazione è diventata così incredibile proprio perché accompagnata da un atto di irresponsabilità da parte del presidente americano.

 

Che cosa ne pensa dell'appello del Papa all'Onu perché agisca? E in che modo bisogna farlo?

Oggi nello scenario cui stiamo assistendo una presa di posizione decisa della comunità internazionale è imprescindibile. Potrebbe forse anche essere l’occasione buona per riavviare il dialogo con i russi, convincendoli a concentrarsi su ciò che è più essenziale per l’equilibrio dell’ordine mondiale e desistendo dagli intenti egemoni nell’area centro-europea e del Baltico.

 

Come vede il ruolo in Medio Oriente dell’Ue, tra i contrapposti interessi di Usa e Russia, in questo semestre impersonato da Renzi?

Più che del semestre europeo, starei per dire che Renzi è presidente di turno di un trimestre. Avendo perso l’occasione di completare per tempo la formazione della Commissione Ue, e dal momento che i dirigenti europei hanno rinviato tutto al 30 agosto, il semestre italiano è stato fortemente depotenziato. Ma per venire alla sua domanda, al presidente in carica dell’Ue spetta di prendere l’iniziativa nei confronti di partner rilevanti come Russia e Stati Uniti. L’obiettivo deve essere quello di convincerli del fatto che la gestione del cosiddetto ordine mondiale, della pace e della guerra, che sempre accompagna la vita dei popoli, deve essere affrontato secondo criteri di libertà e democrazia e con uno spirito di collaborazione che non può conoscere battute d’arresto.

 

(Pietro Vernizzi)



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