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Politica

NAPOLITANO/ Turci (ex Pci): Giorgio e Cl, amore per il dialogo e per tutte le culture del Paese

Giorgio Napolitano (Infophoto)Giorgio Napolitano (Infophoto)

Se avesse parlato soltanto di comunità internazionale, il riferimento sarebbe andato soprattutto a Europa e Stati Uniti. Il fatto che parli anche del confronto con la diversità è molto importante, perché i conflitti hanno una prima matrice fondamentale nel mondo islamico e nelle tensioni al suo interno. Se l’Europa e l’Italia non riescono a comprendere questo mondo e a confrontarsi con esso, non andremo da nessuna parte. Con i raid aerei e gli interventi d’emergenza non si risolvono certo i problemi.

 

Che cosa può esprimere da questo punto di vista la cultura di provenienza di Napolitano?

Napolitano proviene da una cultura comunista, che viveva un rapporto particolare con l’Unione Sovietica e tuttavia insisteva sulla coesistenza e la pace. Era un contesto in cui a essere dominante era il conflitto tra i due blocchi. Oggi ci troviamo in una realtà che ha superato questo dualismo tra Washington e Mosca, tra Occidente e Oriente. Qualcuno l’ha definita come “fine della storia”, mentre nella realtà è una storia un po’ più complicata. Da questo punto di vista è difficile tirare una linea di continuità tra l’esperienza in cui si è formata la prima cultura politica di Napolitano e l’esperienza di oggi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
25/08/2014 - commento (francesco taddei)

è l'amore di un politico per la propria immagine e quella di un movimento di farsi "amici".