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QUALE CITTA'?/ 3. Tosi: grazie a imprese (e stranieri), a Verona la crisi si sente meno

Pubblicazione:martedì 26 agosto 2014

Flavio Tosi, sindaco di Verona (Infophoto) Flavio Tosi, sindaco di Verona (Infophoto)

Al Nord l’immigrazione è pari al 10% della popolazione e a Verona si sfiora il 15%. I problemi culturali legati a questo fenomeno sono stati però affrontati dal nostro Paese che è riuscito a trovare un buon equilibrio. Fino a qualche anno fa non abbiamo avuto grandi problemi di integrazione, grazie anche al fatto che eravamo preparati in quanto l’Italia è stata una terra di emigrazione per numerosi decenni. Al Centro-Nord c’è stata un’integrazione positiva di un numero molto alto di stranieri in pochi anni.

 

Lei interverrà al Meeting in un incontro dal titolo “Quale città per il nostro futuro?”. Come vede la sua città e quali sono le criticità che incontra?

Grazie ai meriti degli imprenditori locali, Verona è forte in alcuni settori che soffrono meno la crisi: il turismo, che è in crescita, l’agroalimentare e il vitivinicolo, che stanno tenendo bene. La crisi del manifatturiero quindi a Verona incide un po’ meno che altrove, anche se scontiamo le conseguenze di una situazione generale che è tutt’altro che positiva.

 

Il titolo del Meeting di quest’anno è “Verso le periferie del mondo e dell’esistenza. Il Destino non ha lasciato solo l’uomo”. Per lei che cosa vuol dire?

Nei momenti di grande difficoltà nazionale e internazionale, ciò che occorre è tornare ai valori cristiani che sono gli unici in grado di tenere insieme la società e a evitare che il sistema esploda o si sgretoli. Aggrappandosi e facendo forza su quei valori, si riescono a evitare tensioni sociali, a fare in modo che si affermi una solidarietà tra le popolazioni e quindi forse anche ad affrontare e a vincere un momento come questo che è di una difficoltà estrema.

 

(Pietro Vernizzi)



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