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QUALE CITTA'?/ 3. Tosi: grazie a imprese (e stranieri), a Verona la crisi si sente meno

Per FLAVIO TOSI, il bilancio del governo è del tutto deludente e la responsabilità è anche di Berlusconi che per sostenere Renzi sta strangolando Forza Italia e lo stesso centrodestra

Flavio Tosi, sindaco di Verona (Infophoto) Flavio Tosi, sindaco di Verona (Infophoto)

Flavio Tosi, sindaco di Verona e candidato alle primarie del centrodestra, oggi parlerà al Meeting di Rimini nel corso dell’incontro “Quale città per il nostro futuro?”, cui parteciperanno anche il sindaco di Firenze, Dario Nardella e di Milano, Giuliano Pisapia. Un’occasione per fare il punto su temi come l’azione del governo Renzi, la crisi economica, l’immigrazione e il futuro del centrodestra.

Sindaco Tosi, qual è per lei il bilancio di questi primi sei mesi dell’attuale esecutivo?

Purtroppo è estremamente deludente. Al Paese servono sostanzialmente due cose: la riduzione della spesa pubblica e la sburocratizzazione. Su questo il governo Renzi non ha fatto niente, mentre si è accanito sulla riforma del Senato. La conseguenza è che le imprese incominciano a perdere la fiducia, e dopo avere inizialmente preso posizione a favore di Renzi cominciano a essere deluse.

Fatta questa premessa, come vede lo scenario politico nazionale?

Lo scenario politico è bloccato. Renzi in questo momento potrebbe fare quello che vuole, ma ha dei problemi all’interno della sua maggioranza. Dall’altra parte il centrodestra è in letargo, perché Berlusconi finge di stare all’opposizione ma di fatto sta in maggioranza. Con la sua linea il Cavaliere sta lentamente soffocando il suo stesso schieramento.

Come vede l’autunno sul versante della crisi economica?

La crisi economica andrà solo peggio, altre imprese chiuderanno e la pressione fiscale aumenterà. Per ridurre le tasse del resto è indispensabile che diminuisca la spesa pubblica. Dal momento che tutto ciò non è stato fatto, la prospettiva è pessimistica e si avvicina sempre di più lo scenario in cui si concretizzerà un intervento diretto dell’Ue anche in Italia, o in modo traumatico come è avvenuto in Grecia oppure con una cessione di sovranità dei singoli Stati all’Europa in modo che quest’ultima attui le riforme.

Lei ha sempre intenzione di candidarsi come leader del centrodestra?

Sì, aspetto le primarie che ritengo ineluttabili, anche se il problema è quando arriveranno. Berlusconi sta portando Forza Italia a un inesorabile declino e sta realizzando un attacco al centrodestra. Finché c’è il Cavaliere è difficile ripartire, è però solo una questione di tempo e prima o poi la situazione si sbloccherà anche per un fatto generazionale. E’ chiaro che a Matteo Renzi che ha 39 anni non si può contrapporre Berlusconi che ne ha il doppio. E quindi quando arriveranno le primarie ci sarò anch’io.

Quali sono i problemi culturali ed economici posti dall’immigrazione?