BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

IL CASO/ Violante: più gratuità per salvare il Paese

Pubblicazione:giovedì 28 agosto 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 28 agosto 2014, 12.50

Luciano Violante (Infophoto) Luciano Violante (Infophoto)

È urgente cominciare a prendere in mano le fila della gratuità, tanto quelle laiche quanto quelle religiose. Dobbiamo tornare ad agire con comportamenti che non hanno valore di scambio perché non sono orientati allo scambio, ma alla crescita umana.

Ma ne siamo capaci?
Sono convinto che l'Italia ha grandi valori, che vanno sollecitati con determinazione. Nessun processo di civilizzazione va avanti solo con la rivendicazione di diritti. Senza diritti non c'è democrazia. Ma una democrazia senza doveri resta in balia degli egoismi individuali e dei conflitti istituzionali, priva dei valori della solidarietà e dell'unità politica. E a quel punto franano anche i diritti. Occorre costruire il tempo dei doveri, pubblici e privati, non in modo antagonistico rispetto ai diritti, ma per integrare i diritti in una visione più equilibrata e più orientata al futuro.

Questo indebolimento dei legami sociali è causato solo dai meccanismi del mercato? Non crede che abbia anche cause antropologiche e di costume?
Naturalmente non c'è mai una ragione sola. Habermas ha rilevato che il legame sociale si logora nel momento in cui ad ogni comportamento viene assegnato un prezzo. Questo mi pare il problema principale.

Lei prima ha citato una storia esemplare di perdono come quella del Sudafrica. Noi partiamo da zero?
Negli anni del terrorismo un certo numero di condannati per questo tipo di delitti chiesero di essere messi insieme, in carcere, nelle cosiddette "aree omogenee" per poter discutere di quello che avevano fatto. Con altri sostenni questa soluzione. Fu una svolta: la discussione tra coloro che avevano partecipato al terrorismo  portò molti ad uscire dalla logica e dall'esperienza terroristica, e non sulla base di una contropartita − una riduzione della pena per esempio − ma di una riflessione sul significato dei delitti commessi. In nessun altro paese che ha avuto il terrorismo c'è stata la capacità di uscirne in questo modo. Aggiungo che quell'esperienza non comportava sconti di pena.

Non pensa che anche Tangentopoli abbia indebolito i nostri legami sociali?
A mio avviso, è stata la corruzione che ha indebolito i legami sociali. I processi sono stati la conseguenza di quel tipo di reati. Ma la lotta alla corruzione non può essere integralmente devoluta alla magistratura. Anche qui forti e concreti richiami ai doveri pubblici e privati potrebbero essere utili per un costume nuovo.

Lei è già stato ospite del Meeting diverse volte. Che cosa le piace?
La  gratuità dei volontari. E la capacità di costruire comunità, che è il deficit maggiore che abbiamo in questo momento, non solo nel nostro paese ma nel nostro orizzonte. Vedere al Meeting non solo giovani, ma  intere famiglie è una cosa che mi colpisce ogni volta e fa riflettere. 

(Federico Ferraù)




© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.