BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Politica

GIUSTIZIA/ Grosso: sulle intercettazioni il governo rischia di saltare

InfophotoInfophoto

Se le posizioni si irrigidiscono, su un tema come le intercettazioni la mediazione può facilmente saltare perché le divergenze sono più forti.

 

Renzi alla fine riuscirà davvero a fare la riforma della giustizia?

Il fatto che Renzi abbia posto la giustizia tra i primi temi di riforma da affrontare è stato un atto di coraggio ma anche di “incoscienza”. Il tema della giustizia porta con sé posizioni da sempre molto antagoniste fra le forze politiche, e quindi molto difficili da superare sul terreno di una linea di compromesso. Sono rimasto molto stupito per il fatto che Renzi abbia voluto porre sul tappeto una riforma della giustizia ad ampio raggio. Sarebbe stato molto più agevole individuare alcune priorità, quale il processo civile, e alcuni aspetti molto specifici del processo penale senza però andare ad affrontare i temi più caldi.

 

Come vede invece le posizioni politiche sul tema della prescrizione?

Forza Italia e i governi di centrodestra avevano realizzato una drastica riduzione dei tempi di prescrizione con la cosiddetta legge ex-Cirielli. Per alcuni reati il tempo necessario per la prescrizione si è addirittura dimezzato: in materia di corruzione si è passati per esempio da 15 a sette anni e mezzo. Ciò è avvenuto però senza predisporre adeguatamente degli strumenti di riforma sul piano dell’organizzazione del lavoro dei magistrati, tali da garantire un’effettiva accelerazione dei processi. In particolare per i reati di corruzione o attinenti alla criminalità economica, si è quindi verificata una discrasia tra i tempi di prescrizione e quelli ragionevolmente necessari per portare il processo a conclusione.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
29/08/2014 - Esagerazione ? (Vittorio Cionini)

Se pensiamo alle intercettazioni in termini di persone dedicate ad ascoltare con le cuffie le conversazioni telefoniche stenografando o registrando il contenuto sicuramente il numero di 500.000 é esagerato. Ma le nuove tecnologie digitali trasformano TUTTO il traffico telefonico in stringhe di bit che transitano attraverso le memorie dei computer e lì rimangono memorizzate per non si sa quanto tempo, dove e in quante copie. Come si comprende dalle notizie di cronaca quotidiane é possibile, anche a distanza di anni, chiedere ai gestori telefonici di recuperare numeri di telefono, date, ore e contenuti di qualsiasi conversazione, mail, fotografia, musica, filmati scambiati tra gli utenti della telefonia fissa o mobile. Pochi si rendono conto che ogni telefono cellulare, per non parlare degli smart phone, é un potentissimo computer che riceve e trasmette stringhe di bit ad altri potentissimi "colleghi" facendo transitare il tutto attraverso megaserver con capacità di memorizzazione sterminate. Quindi non sono 500.000 le intercettazioni quotidiane ma sono TUTTE quelle che vengono quotidianamente scambiate tra TUTTI noi cittadini inconsapevoli, giorno e notte. Se poi sugli smart phone viene attivata la funzione di geolocalizzazione si registra in continuazione e senza limiti di tempo ogni spostamento che facciamo con l'approssimazione di uno/due metri. Vittorio Cionini

 
29/08/2014 - esagerazioni (umberto persegati)

Non so dove l'interveniente abbia appreso la notizia di 500.000 intercettazioni al giorno: probabilmente si tratta del numero di parole intercettate. Il prof. Grosso ha fatto una valutazione obiettiva dei pro' e dei contro; e subito il bastian contrario alle intercettazioni in generale alza la bandiera della riservatezza. Eppure un giusto punto di equilibrio tra le opposte tendenze va trovato, non certamente da chi è aprioristicamente contrario o favorevole. Ma la classe politica attuale è all'altezza di trovare il punto d'equilibrio?

 
29/08/2014 - intercettazioni (Ma BA)

L'autore dimentica di dire che quando si parla di intercettazioni si parla di qualcosa come 500.000 al giorno! Se per lui ridurre drasticamente questo numero significa ridurre le capacità d'indagine della magistratura allora proprio non ci siamo, perché vorrebbe significare che negli altri paesi occidentali, dove un numero così non viene raggiunto nemmeno se li mettiamo tutti assieme, le capacità investigative sarebbero peggiori! Cosa che è fuori della realtà. Ha ragione il direttore Sansonetti, tra l'altro un "comunista", a proporre una moratoria di 4 anni delle intercettazioni telefoniche. Ma lui è uno spirito libero e indipendente.