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Politica

SCUOLA/ La riforma slitta a settembre: oggi il Cdm su Sblocca Italia e giustizia

Oggi il consiglio dei ministri si occuperà dello Sblocca Italia e della riforma giustizia. La scuola invece slitta a settembre."Abbiamo già consegnato il testo con le linee guida"

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Oggi il consiglio dei ministri si occuperà dello Sblocca Italia e della riforma giustizia. La scuola invece slitta a settembre. “Troppa carne al fuoco”, hanno detto fonti di palazzo Chigi e del ministero dell’Istruzione, come riferisce La Stampa. “Abbiamo già consegnato il testo con le linee guida, eravamo prontissimi”. Si tratta di “una scelta mediatica”, assicurano da viale Trastevere. Il premier Renzi, come informano da Palazzo Chigi, è stato in stretto contatto con il ministro Giannini. E nel colloquio con il presidente Napolitano, il premier ha parlato solo di giustizia e sblocca Italia. E se la riforma per la scuola slitta a settembre, all’ordine del giorno c’è lo Sblocca Italia, il provvedimento per far ripartire i cantieri, con le risorse assicurate dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: Ci sono le coperture per lo Sblocca Italia dove servono e ci sono molte regole che sbloccheranno investimenti pubblici e privati” Il decreto prevede più investimenti, più crescita, più lavoro e “quindi le famiglie ne beneficeranno”, ha detto il ministro in un’intervista al “Tg2”. Poi toccherà alla riforma sulla giustizia, che si articolerà su più provvedimenti. Si interviene, in particolare, sui tempi del processo Civile e sulla responsabilità dei magistrati. Un intervento poi per alleggerire l’arretrato del Civile. Un provvedimento questo annunciato anche dal premier su Twitter. (Serena Marotta)

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COMMENTI
29/08/2014 - E l'asino vola (Daniele Scrignaro)

Già e qualche giorno fa il ministro Giannini al Meeting di Rimini non sapeva che oggi sarebbe stata "Troppa carne al fuoco". E' vero che ci vuole coraggio per stare in politica, almeno il coraggio di mentire sapendo di mentire, perché, se così non fosse, sarebbe dabbenaggine. E che non sapesse dell'intenzione di Renzi di voler consultare gli addetti aggiunge beffa al danno. Emerge, comunque, l'ennesima conferma del fatto che ai politici non gliene frega niente della famiglia perché, in questo caso, il primo interlocutore da consultare, eventualmente, è la famiglia e solo dopo gli insegnanti. Almeno secondo la Costituzione - forse anche quella poco importa?