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ITALICUM/ Pasquino: una legge brutta per far vincere Renzi

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Si è parlato del 37-37.5% e di un eventuale ballottaggio tra i primi due arrivati nel caso in cui nessuno fosse riuscito a sfondare tale cifra. Ora, per avere il bonus, pare sia necessario avere il 40%, che è una soglia irraggiungibile dal centrodestra.

 

Ma non per il Pd…

Esatto, soprattutto se riesce a trovare un accordo con Sinistra Ecologia e Libertà. Ma si tratta di un’impostazione a par mio sbagliata: mi sembrerebbe molto più giusto e coerente che, in ogni caso, i primi due partiti – o coalizioni che siano – vadano al ballottaggio e che il premio venga assegnato a chi vince il testa a testa.

 

Eccoci dunque alle liste bloccate, bocciate dalla Consulta, e alle preferenze.

La Corte ha detto che non era possibile avere liste bloccate così lunghe in quanto impediscono ai cittadini di scegliersi i parlamentari. Adesso si parla di liste corte comunque bloccate e quindi non costituzionalmente rispondenti alle indicazioni della Consulta. Si dice però che sarebbero bloccate solo al capolista, che cambia poco o nulla. Poi la questione preferenze: sì, ma quante saranno? Una o di più? E se sono di più, quante sono? Attenzione, cambia tutto.

 

In quanto?

Allora, se abbiamo a disposizione una sola preferenze allora ognuno di noi pensa con la sua testa, ma se saranno diverse allora qualcuno può organizzare il voto e lo scambio delle preferenze.

 

Come?

Esempio: io ho 10mila preferenze, lei altrettante e idem una terza persona, anch’essa in grado di organizzarle. Ecco, ci mettiamo d’accordo e ce le scambiamo: un voto per me, uno per lei e uno per il suo amico, e così via. Con questo sistema nella Democrazia Cristiana si formavano le correnti, quindi sapere se le preferenze sono una, due o tre è importantissimo. Che poi quello delle preferenze non è certo il modo migliore per scegliere i parlamentari: molto meglio i collegi uninominali.