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Politica

ITALICUM/ Pasquino: una legge brutta per far vincere Renzi

GIANFRANCO PASQUINO commenta il disegno di Matteo Renzi su Senato e Italicum, sul quale però continua ad aleggiare lo spettro dell’incostituzionalità per liste bloccate e premio

(Infophoto)(Infophoto)

Mentre il nuovo Senato sembra andare in porto, dopo una lunga guerriglia, l’Italicum si appresta a passare all’esame di Palazzo Madama. Renzi si è detto ottimista sull’accordo circa la nuova legge elettorale; il Patto del Nazareno tiene (o così pare) e apre anche alle opposizione, con le quali si può mediare circa i tre nodi del testo: premio di maggioranza, soglia di sbarramento e preferenze. Gianfranco Pasquino, professore di Scienze Politiche all’Università di Bologna boccia l’Italicum, prospettando seri rischia di incostituzionalità.

Nella trincea del Senato Matteo Renzi combatte la sua guerra: dopo l’abolizione del bicameralismo perfetto, la nuova battaglia da vincere è quella dell’Italicum. Come si sta sviluppando la nuova legge elettorale?

Anzitutto ci tengo a fare una precisazione: quello che abbiamo avuto fino ad oggi non era bicameralismo perfetto, bensì un bicameralismo paritario, indifferenziato e simmetrico, che necessitava appunto di essere diversificato. D’altronde, se fosse davvero perfetto sarebbe del tutto stupido modificarlo!

Il premier si dice ottimista circa l’accordo sull’Italicum.

Beh, al momento noi pensiamo che Renzi voglia cambiare la legge elettorale, ma quello che ha fatto alla Camera sembrerà che cambierà al Senato. E qui sta la cosa curiosa, il paradosso: Palazzo Madama, che viene differenziato, è morente, ma gli si dà comunque il compito e il potere di cambiare la legge elettorale della Camera. In più…

Prego.

La legge elettorale approvata alla Camera non corrisponde alla proposta iniziale di Renzi e dobbiamo dedurre che non era neanche quella di Berlusconi, visto che l’accordo originario era diverso.

Come si inserisce l’Italicum nell’assetto parlamentare che sarà?

Io dico che se il Senato verrà totalmente depotenziato, bisogna evitare che una maggioranza forte di un 40% (più premio) controlli tutto. E sembra che se ne siano accorti, visto che si è deciso che il capo dello Stato verrà eletto anche dai 73 europarlamentari. Ma cambia poco. C’è un problema di bilanciamento: sarebbe meglio una vera legge elettorale proporzionale, ma non la vogliono fare visto che la parola d’ordine è sapere “chi ha vinto le elezioni la sera stessa”. Il bello è che chi ha vinto lo sappiamo, non sappiamo poi chi va a formare il governo…

Veniamo dunque al nodo dei tre punti dell’Italicum. Preferenze, soglia di sbarramento e premio di maggioranza. La Corte Costituzionale è stata chiara…

E mica si può esser sordi alle obiezioni avanzate dalla Consulta, che ha detto chiaro e tondo che il premio di maggioranza (15%) è troppo grande e che comunque bisogna trovare  una soglia adeguata al quale corrisponderlo.