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Politica

CARO RENZI.../ Mucchetti (Pd): non paghi i conti dal droghiere con la riforma del Senato

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Insomma, non condivide le modalità, oltre all’aver spostate l’attenzione su altre riforme anziché sull’economia.

Fermi un attimo: ma quali riforme?

 

C’è in ballo anche la legge elettorale…

Sì, ma quando abbiamo fatto anche quella non è che la scossa all’economia la si dà così come fosse una pianta, che fa cadere i frutti. Ci vogliono le idee, bisogna sapere cosa fare.

 

Si naviga a vista?

Sì e penso che sia un po’ troppo poco, certamente meno di quanto serve davvero al Paese. Ad oggi non intravedo idee nuove, interessanti e risolutive su questo versante. Motivo per il quale all’estero – dopo l’iniziale apertura di credito, per altro concessa sempre a tutti i nuovi governi in Italia – si stanno iniziando a fare delle domande. Ricordiamoci i primi quattro-cinque mesi di Monti e di Letta: furono all’insegna della speranza e dell’ottimismo. Al momento, a parte gli 80 euro, cosa si è visto di pratico?

 

Chiudiamo con l’Italicum: che ne pensa?

È già morto. La legge elettorale è materia di un nuovo round negoziale fra Berlusconi e Renzi: aspettiamo di sentire che cosa ci vengono a proporre. L’Italicum com’era fatto era una cosa che non stava in piedi, ma non credo neanche che restaurare le preferenze sia la soluzione migliore: i collegi uninominali sarebbero molto meglio. Ci aspetta un settembre non banale sulla legge elettorale.

 

(Fabio Franchini)

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