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SCENARIO/ L'imbroglio di Renzi in Europa "svela" il patto del Nazareno

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Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

L'Italia, con dodici governi in vent'anni di maggioritario, dopo i suoi primi sei mesi si aspetta ancora qualche segno di vita. Il bilancio impietoso è quello del suo ministro dell'Economia: "Ci muoviamo intorno alle cifre indicate in aprile col documento di Economia e finanza, ma stiamo entrando solo adesso nella fase di identificazione delle misure. In ogni caso gli obiettivi dei tagli di spesa terranno conto del quadro economico peggiorato". Così Pier Carlo Padoan il 27 agosto 2014. 

L'unica "buona notizia" per mettere a tacere i "gufi" è che anche la Germania è in difficoltà. "Mal comune mezzo gaudio / Cuor contento il ciel l'aiuta": questo il Renzi che si fa fotografare a Palazzo Chigi con il cono di gelato mentre i suoi "sponsor" imprenditoriali prendono le distanze.

In che cosa consiste l'affanno-inconcludenza di Renzi? C'è anche un dato politico. Matteo Renzi finora si è barcamenato tra due e opposte maggioranze: quella "politica" con Alfano e quella "istituzionale" con Berlusconi. Con quella politica ha concluso poco mentre è solo con Berlusconi che ha realizzato qualcosa di concreto: la riforma del Senato. È stata una vittoria, come Renzi ha sottolineato, essenzialmente "simbolica". Infatti la vera emergenza istituzionale non è il bicameralismo della Costituzione del 1948, ma il fatto che il "terzo potere", la magistratura, con il governo Renzi sta legiferando sempre più su tutto: dalla sanità alle infrastrutture, dalla famiglia all'economia, iniettando incertezza e improvvisazione nella crisi sociale.

In conclusione Matteo Renzi, presto o tardi, deve uscire dal "gioco delle tre tavolette", delle varie maggioranze. Il contenuto del patto del Nazareno è un "segreto di Pulcinella" ed è molto preciso (soprattutto per Berlusconi): l'eliminazione di Letta, Alfano e Napolitano. Stretto l'accordo, Renzi ha infatti sostituito Letta, ha poi messo in primo piano le riforme istituzionali, quindi promette una legge elettorale concordata con Forza Italia (che metta alle corde Alfano) e assicura un nuovo inquilino del Quirinale (che garantisca Berlusconi). Una tabella di marcia che però ha inquietato chi Berlusconi considera "golpisti": Napolitano, Draghi e la Merkel.

Renzi sul palcoscenico di Strasburgo vantando come unica certezza la maggioranza "istituzionale" ha registrato i fischi e si è allora precipitato da Napolitano e Draghi. Ora deve decidersi. La maggioranza "strana" con Alfano − ex larghe intese con Berlusconi ed ex governo Letta − è chiaramente agonizzante e, da parte sua, Alfano non ha prospettive né di rifondazione del centro-destra né di riconciliazione con Berlusconi. Le strade sono ormai tre: 1. questa maggioranza – Renzi con Alfano − si ricompatta prospettando non una futura divisione su sponde alternative alle prossime elezioni, ma al contrario prendendo forma di una vera e propria maggioranza di governo per i prossimi mille giorni; 2. di fronte all'emergenza economica la maggioranza "istituzionale" con Berlusconi diventa maggioranza "di governo" ed in tal senso da Arcore vengono segnali di disponibilità; 3. Renzi continua a fare conferenze-stampa con slide e tweeter girando a vuoto e poi va a elezioni anticipate accusando i "gufi" di non farlo governare.



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