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PM vs RENZI/ Maddalena: la prima "riforma" della giustizia è la serietà dei politici

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Quindi non vi è dubbio che, in linea di principio, tutto ciò che è falso e dannoso va represso con vigore, come avviene in altri ordinamenti in cui qualsiasi falsità propinata a chi riveste una pubblica funzione è severissimamente sanzionata. E proprio questo tipo di repressione del "falso" crea quel rapporto tra cittadino e pubbliche istituzioni che ingenera non sospetto ma reciproca fiducia.

 

Il ministro Orlando ha proposto di interrompere la prescrizione al primo grado di giudizio per disincentivare le condotte dilatorie. Lei che cosa ne pensa?

Penso che si potrebbe fare di più e di meglio. In linea di principio, una volta esercitata l'azione penale, la prescrizione non ha più senso logico perché l'esercizio dell'azione penale dimostra la permanenza dell'interesse punitivo dello Stato. Mi rendo però conto che, con il sistema penale che funziona come adesso funziona, soprattutto in grado di appello, si rischia di tenere sulla graticola un imputato per anni e anni senza che il suo processo sia mai celebrato (e sia pure, nella migliore delle ipotesi, perché ve ne sono di più importanti e urgenti). Ed allora l'idea di interrompere la prescrizione solo al momento della sentenza di condanna di primo grado mi sembra una soluzione accettabile.

 

Perché?

Perché il processo si prolunga ed il "giudicato" non si forma per l'esclusiva iniziativa dell'imputato, che dolendosi della condanna, vuole un nuovo giudizio (di appello e/o di cassazione): è allora contradditorio ed iniquo che di questo allungamento dei tempi del processo da lui provocato si giovi poi per ottenere una "prescrizione" che dipende solo ed unicamente da lui e dalla sua non accettazione del giudizio di primo grado. Meno ragionevole è che invece che una definitiva interruzione, si abbia (secondo il disegno di legge di cui si discute) solo una "sospensione": che di per sé non ha nessun senso e rappresenta solo il frutto di un compromesso nel senso peggiore del termine.

 

Condivide la proposta di razionalizzare il ricorso in appello per snellire l'iter che porta al giudizio finale?

Il giudizio di appello dovrebbe essere, se non abolito, drasticamente ridimensionato; non mi dispiacerebbe l'idea di un filtro di ammissibilità.

 

Quali criteri ritiene che vadano seguiti per realizzare la riforma del Csm? 

Poiché le degenerazioni correntizie ci sono state, ci sono e ci saranno ed investono inevitabilmente tutte le correnti (chi è senza peccato scagli la prima pietra), e poiché in certa misura dipendono dalla stessa natura umana (che, non essendo divina, è portata a degenerare) credo che la prima cosa da fare sia prevedere un sistema elettorale che attenui il rapporto tra l'eletto e la "sua" corrente: e questo a mio avviso si può ottenere attraverso un sistema elettorale che divida l'elettorato in collegi con sistema maggioritario a doppio turno. 

 

Con quali risultati?


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