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PM vs RENZI/ Maddalena: la prima "riforma" della giustizia è la serietà dei politici

"L'Anm? Che paura. Andremo avanti". È stata questa la risposta di Matteo Renzi, ieri sera nel salotto di Bruno Vespa, alle critice dell'Anm. Intervista a MARCELLO MADDALENA

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"L'Anm? Che paura. Andremo avanti". È stata questa la risposta sarcastica di Matteo Renzi, ieri sera nel salotto di Bruno Vespa, alle critiche rivolte alla riforma Orlano da parte dell'organo di autogoverno della magistratura, che ha parlato di riforma "deludente" e "punitiva". Ilsussidiario.net ne ha parlato con Marcello Maddalena, procuratore generale della Repubblica presso la Corte d'Appello di Torino.

 

Dottor Maddalena, il commissario Cantone (presidente dell'Autorità per la corruzione) ha detto che la corruzione è la prima emergenza. È d'accordo?

Premesso che la corruzione è una emergenza del paese, non me la sento di fare graduatorie. Quel che è certo è che la buona salute (che vuol dire assenza di corruzione) dell'apparato burocratico amministrativo dello Stato (che comprende le forze dell'ordine e della magistratura) è assai più importante della stessa salute della classe politica: sia perché gli uomini politici passano, mentre la struttura amministrativa resta con qualsiasi governo e qualsiasi maggioranza politica, sia perché l'incorruttibilità di tale struttura rende estremamente difficile, per non dire impossibile, la stessa corruzione della classe politica. Sotto questo profilo, non vi è dubbio che l'affidabilità e la credibilità delle istituzioni è, se non la prima emergenza, il presupposto di qualsiasi seria attività di contrasto dei fenomeni criminali che infestano il nostro paese, e soprattutto dei fenomeni mafiosi e di criminalità organizzata.

 

Ritiene che il taglio delle ferie dei magistrati possa velocizzare in modo significativo i tempi della giustizia? 

No: ritengo che si tratti di una misura esclusivamente ed inutilmente demagogica, che non apporterà nessun reale beneficio posto che già adesso, per lo più, i magistrati – specie ma non solo quelli che si occupano del settore civile - svolgono buona parte della loro attività non in ufficio ma a casa (per studiare i fascicoli e per redigere le motivazioni dei provvedimenti adottati) e sacrificano chi più chi meno una fetta non trascurabile del periodo feriale nella stesura dei provvedimenti incamerati. In aggiunta, il provvedimento non solo ha, ma vuole avere tutta l'apparenza di una misura punitiva nei confronti della categoria dei magistrati che viene in buona sostanza addidata al pubblico ludibrio come responsabile della non ragionevole durata dei processi, quando invece la responsabilità è in massima parte proprio della stessa classe politica e di quasi tutti i governi che si sono succeduti nel tempo. 

 

Pensa che le nuove norme sul falso in bilancio siano positive o rischino di ledere l'attività delle piccole aziende? 

Si tratta di una scelta politica del legislatore di cui non sono grado di dire l'impatto che potrà avere sulla attività economica delle imprese, grandi, medie o piccole che siano. In linea generale sono dell'idea che qualsiasi bilancio e/o comunicazione, di qualsiasi tipo, delle aziende come delle pubbliche amministrazioni, e che siano dirette al pubblico, debbano essere massimamente rispettose della verità e che quindi la loro falsità meriti una severa repressione. Dopo di che, è ovvio, bisogna saper distinguere tra bilancio e bilancio e tra falso e falso. Come vi sono i peccati mortali e quelli veniali, così vi sono i falsi innocui ed i falsi non innocui e, tra questi, i falsi "veniali" e quelli "mortali" e cioè gravi e gravissimi.

 

Quindi?