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ITALIA & POTERI FORTI/ Formica: basta prese in giro, è l'Ue che decide non Renzi

Pubblicazione:martedì 16 settembre 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 16 settembre 2014, 10.14

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

A livello internazionale non credo abbiano un occhio benevolo nei confronti dell’uno o dell’altro dei nostri governanti. Perseguono una logica sovranazionale diversa, in cui ci sono molte influenze che andrebbero analizzate. Ci sono interessi di entità nazionali e sovranazionali, grandi gruppi, interessi reali o speculativi. Nel momento del giudizio è difficile stabilire quale sia la tendenza prevalente. Non c’è dubbio comunque che la revisione al ribasso delle previsioni non riguarda solo il nostro Paese, bensì l’intero assetto europeo.

 

Renzi potrebbe usare a proprio vantaggio, come strumento di "pressione", il Pse contro Juncker e la linea Merkel?

Quando c’è una situazione di stallo o di difficoltà, decide la forza. Il socialismo europeo oggi in Europa è debole e diviso, quindi non vedo questa forza di pressione univoca del Pse. Anche perché nel socialismo europeo Renzi è l’ultimo arrivato.

 

Secondo lei in Italia si respira aria di elezioni?

Le elezioni sono nello sfondo della realtà politica italiana e trovano radici nel risultato elettorale del 2013, da cui non è emerso un vero vincitore. La situazione di difficoltà quindi permane. Quando in democrazia un risultato elettorale non produce una soluzione stabile, il ricorso alle elezioni è implicito all’instabilità.

 

Berlusconi non fa più politica, si limita a conservare il suo 15% rinunciando ad una opposizione reale. Con quali prospettive?

Berlusconi ha avuto un periodo “splendido” nella crisi della crisi della Prima Repubblica. “Splendido” nel senso di fortunato, anche se il Cavaliere non ha mai tralasciato di regolare la politica con il metro dei suoi interessi personali e aziendali. Semplicemente, in passato c’è stata un’indulgenza generale nell’accettare questa condizione, mentre oggi si sono ridotti i margini anche perché gli spazi per poter soddisfare i suoi interessi personali e aziendali sono più limitati. Berlusconi incontra quindi manifestamente non solo una ostilità di sistema, ma anche un’ostilità in casa propria.

 

(Pietro Vernizzi)



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