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Politica

DIETRO LE QUINTE/ Nel Pd c'è un anti-Renzi che vuole la sua testa

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

Non è difficile dargli torto nemmeno su un altro punto: “In questo periodo, in questi ultimi due mesi (che poi sono quelli trascorsi da quando l’Italia è presidente di turno dell’Ue, ndr), è apparso evidente ai più, a partire dalle forze politiche che stanno in Parlamento, ma proseguendo con le forze sociali, economiche e civili, che l’attività del governo ha vissuto una fase di difficoltà”. E in effetti le critiche all’operato dell’esecutivo stanno crescendo, anche nei settori sociali. Basti pensare alle recenti dichiarazioni di Bonanni (“A Renzi dico: non puoi fare da te. Il ‘ghe pensi mi’ ha portato già tanti guai alla economia italiana oltre che alla politica”) o al fatto che la Cgil ha presentato ricorso alla Corte di giustizia europea contro il decreto Poletti.

Certo, la riforma del Senato sembra cosa fatta, l’Italicum presto diventerà legge, ma il commento lapidario al riguardo di questo “gufo” non può che essere condivisibile: “La prima priorità è il lavoro, non la riforma costituzionale. La gente non mangia pane e riforma elettorale”.

Ecco quindi la richiesta di un forte cambiamento, soprattutto di fronte alle parole di Renzi sulla flessibilità europea riguardo i conti pubblici che ancora non si vede: “C’è un’ambizione smisurata che noi dobbiamo avere oggi. Che è quella di pensare che l’Italia non può vivere per i prossimi mesi o per i prossimi anni in una situazione di incertezza”. Cosa che certamente comporta dei rischi, ma del resto la situazione economica del Paese, come hanno mostrato i dati sul Pil, non è florida: “Non rischia oggi un artigiano che alla fine del mese ha la preoccupazione di avere di fronte a sé un fisco o semplicemente una Pubblica amministrazione che sembra nascere apposta per creare problemi? Non rischia una mamma che la mattina si sveglia presto e che prova a vivere le difficoltà della quotidianità, nella logica dell’incertezza perché magari è precaria o perché vive una fase di difficoltà perché magari il marito è cassaintegrato?”.

Quindi, pur riconoscendo che il tempo trascorso dal suo insediamento non è poi così tanto, il giudizio netto e tranciante. “Il governo in questi mesi ha fatto poco. E uso un eufemismo”, con una sfida chiara a Renzi, nonostante appartenga allo stesso partito: “Non è un derby caratteriale quello che chiede di cambiare strada, è semplicemente la buona regola della politica”.

Sono certo che, dato che in Italia non ne avete saputo nulla, vogliate ora conoscere il nome di questo piddino che sfida il suo segretario. Beh, devo confessarvi che in realtà non esiste. Ma attenzione, le sue parole non me le sono inventate.