BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

EURO-FALLIMENTO/ Renzi (e Hollande) bidonati dalla Merkel

Pubblicazione:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Renzi torna in Italia vantandolo come un’altra vittoria. Poi sorge qualche dubbio e ne reclama polemicamente lo sblocco, ma da Berlino il ministro delle Finanze, Schauble, gli replica che l’accesso è regolamentato secondo singoli progetti che devono prima essere redatti e presentati a Bruxelles per essere giudicati dagli uomini della Merkel (che insieme alla Commissione hanno conquistato i vertici di tutte le altre istituzioni con l’ex premier polacco, Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo). Non solo Renzi, ma anche Hollande è stato “bidonato” in quanto Moscovici è diventato commissario agli Affari Economici, ma “coordinato” da apposito vicepresidente, l’ex premier finlandese ‘super-rigorista’, Jyrki Katainen. Se Renzi pensava di avere una sponda a Bruxelles in Moscovici e Mogherini si è fatto solo illusioni. E’ a Katainen che Padoan deve consegnare entro il 15 ottobre il testo della nostra Legge di Stabilità per chiedere il “nulla osta”. I leader del Pse che Renzi ha presentato a Bologna come vittoriosi sono socialisti in camicia bianca che hanno alle spalle la Commissione più di destra della storia dell’Unione europea con – in più – un capodelegazione socialista scelto dalla Merkel. Se la Mogherini, rappresentante italiano a Bruxelles, non ha voce in capitolo sui temi di primaria importanza per l’Italia anziché continuare a cantare vittoria sarebbe meglio – finché si è in tempo – correre ai ripari a cominciare dalla presenza nella commissione del Parlamento europeo che prossimamente deve vagliare i candidati. Sarebbe opportuno, prima di dare il “nulla osta” alla nomina di Katainen, recuperare un minimo di potere di contrattazione e avere garanzie sui contenuti ‘rigoristi’ del suo mandato. La Merkel non è Adenauer, né Brandt, né Kohl. Sta facendo una politica possessiva di emarginazione della Gran Bretagna e di ridimensionamento dei cofondatori Francia e Italia dando maggiore peso a paesi minori, “satelliti” e “vassalli”, con un pericoloso squilibrio. Un’Unione Europea dove la Germania è lo “Stato guida” è uno scenario storicamente inammissibile per la popolazione francese e britannica. Con - in più - l’euro gestito come moneta tedesca nel giro di due anni rischiamo la vittoria in Francia della Le Pen, in Gran Bretagna del “sì” al referendum sull’uscita dell’Ue e in Italia maggioritaria l’uscita dall’euro.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.