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CAOS PD/ Pasquino: ai vecchi Pci non basterà l'articolo 18 per disfarsi di Renzi

Bersani, Letta e D'Alema ai tempi d'oro (Infophoto) Bersani, Letta e D'Alema ai tempi d'oro (Infophoto)

Quando Renzi diventa segretario, la minoranza è ridotta a ben poca cosa, perché Cuperlo raggiunge il 18%, quindi al massimo un quinto di quelli che votano per Renzi. Nello stesso tempo c’è anche un problema generazionale, perché Renzi ha 40 anni, mentre i leader della minoranza Pd sono tutti sopra i 50 anni e quindi sono sulla via dell’auto-rottamazione. Capisco che Fassina e Orfini sono più giovani, anche se quest’ultimo va a fare il presidente dell’assemblea e quindi ha già accettato di essere incluso nell’establishment renziano. Vedo scarse capacità innovative che dipendono anche dal fatto che non c’è una corrente di giovani di sinistra.

 

Perché Renzi, pur avendo il totale controllo del partito, non riesce a fare altrettanto con i gruppi parlamentari del Pd?

C’è un dato strutturale, che deriva dal fatto che i parlamentari in realtà sono stati scelti da Bersani, in quanto ne riflettevano le opinioni e le linee guida. C’è poi un dato congiunturale, e cioè che Renzi in realtà non si confronta con i gruppi parlamentari. Va a dare degli ordini, ma nessuno dei deputati e senatori pensa di essere semplicemente un suddito. Se Renzi mutasse il suo comportamento e i suoi termini lessicali, per esempio smettendo di dire che “serve un cambiamento violento”, potrebbe trovare un modo nuovo di rapportarsi ai parlamentari del Pd che potrebbe essere migliore per tutti.

 

(Pietro Vernizzi)

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