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RETROSCENA/ Civati: Così Matteo ha "ucciso" il Pd

"Il Pd deve rappresentare l’intero centrosinistra e per farlo deve liberarsi dell’alleanza con il centrodestra. Più passa il tempo, più la proposta di Alfano si consolida". PIPPO CIVATI

Pippo Civati (Infophoto) Pippo Civati (Infophoto)

Pippo Civati non parteciperà alla Festa dell’Unità a Bologna. Una scelta che sarebbe nata da un malinteso con gli organizzatori, anche se nella realtà dà voce al malcontento di una certa parte del Partito Democratico. Lo stesso malcontento espresso da Massimo D’Alema, che proprio dai padiglioni della Festa dell’Unità ha paragonato Renzi a Berlusconi, affermando che l’“annuncite” del premier “non è un neologismo. L’Italia ne ha sofferto moltissimo: nel corso dei governi di Berlusconi era un’attività costante”. E ha aggiunto D’Alema riferendosi all’esecutivo: “I risultati per ora non sono stati soddisfacenti”.

Civati, perché ha deciso di non partecipare alla festa dell’Unità?

Da parte mia non c’è nessuna polemica e non avrei sollevato la questione, quantomeno se gli organizzatori non mi avessero inserito nel programma pur sapendo che quella sera avevo già altri impegni. Sarebbe necessaria una maggiore attenzione al pluralismo in una festa di un grande partito come il Pd. Invece c’è uno staff del premier e tutti si devono adeguare, altrimenti sono vissuti con fastidio. C’è un clima, nei confronti di chi rappresenta la parte non renziana del Pd, che non è semplice, e che personalmente non mi fa sentire a mio agio.

D’Alema ha detto: “Credo che un partito non possa essere il movimento del premier”, e ha aggiunto: “Il Pd in questo momento non ha una segreteria”. E’ d’accordo con lui?

La seconda frase è una mera constatazione: la segreteria non c’è da quando Renzi è andato a Palazzo Chigi, ed è rimasto soltanto qualche membro perché gli altri sono andati al governo con lui. E’ sbagliato fare così, non c’era nessun motivo per non rinnovare la segreteria in tempi brevi. Per quanto riguarda la prima affermazione di D’Alema, ho sempre chiesto di interpretare la leadership in modo diverso. Le direttive che provengono dall’alto non funzionano, soprattutto in un Paese come il nostro che ha bisogno di un rinnovamento profondo.

Fassina ha proposto di abolire il pareggio di bilancio in Costituzione. Lei che cosa ne pensa?

Il Pd ha votato il pareggio di bilancio in Costituzione in una fase che non è molto diversa dall’attuale. Sono d’accordo sul fatto che l’ossessione per l’equilibrio di bilancio ha provocato diversi problemi all’Europa. Vorrei però che ci fosse un’azione concertata che non sia vissuta come un momento di deresponsabilizzazione. Il principio del rigore ha dimostrato di essere insufficiente o forse sbagliato per fare ripartire l’economia, non diamo però il segnale che vogliamo ricominciare a spendere o in Europa non ci parlerà più nessuno. Ciò che dobbiamo fare non è sforare i limiti del 3% e del Fiscal Compact, ma chiedere all’Ue gli strumenti economici per realizzare interventi che stabiliamo insieme.

Renzi ha lanciato il programma dei mille giorni. Lei avrebbe preferito votare nel 2015?


COMMENTI
04/09/2014 - Civati e Cuperlo (Giuseppe Di Febo)

Citati e Cuperlo devono starsene buoni, sono brave persone, ma perderebbero contro chiunque se fossero a capo di un partito e fortuna non lo sono diventati.