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SCENARIO/ Giannino: Renzi deve "scegliere" tra Poletti e Alfano

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Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (Infophoto)  Il ministro del Lavoro Giuliano Poletti (Infophoto)

Un aumento dell’offerta di lavoro da parte delle imprese può essere determinato molto di più da una scelta chiara e netta su che cosa debba essere il contratto di inserimento, il sostegno al reddito e la riforma del collocamento. Rispetto a questi che sono i veri problemi, trovo del tutto inutile e controproducente interstardirsi sull’articolo 18 che pure io preferirei sostituire con gli indennizzi proposti da Ichino.

 

Secondo lei che cosa c’è dietro l’agenda dei mille giorni lanciata da Renzi dopo sei mesi di governo?

Negli ultimi incontri con Renzi, Napolitano gli ha spiegato che il governo deve avere un orizzonte di tre anni. Per il Quirinale, va del tutto esclusa l’ipotesi di elezioni nel 2015 che pure piacerebbe a Renzi. Visto il temperamento del premier, mi domando però se viva questa scadenza più lunga con la stessa passione che lo ha animato nei primi sei mesi di governo. Personalmente però ritengo che ascoltare le indicazioni di Napolitano, per il presidente del Consiglio possa rappresentare una fase di maturazione dalla quale non può venire che un bene. Per vincere questa sfida il governo deve però superare un suo punto di debolezza.

 

Quale?

Occorre una squadra di tecnici veri che affianchi i ministri e li aiuti a risolvere il problema del coordinamento dei provvedimenti, che è stata la nota dolente di questi primi sei mesi. La conseguenza sotto gli occhi di tutti sono misure affastellate e imprecise e la consultazione tra i ministri che non funziona, tanto che come è successo con lo Sblocca Italia a poche ore dai consigli di governo i testi di legge si rivelano incoerenti, al punto che il Quirinale deve intervenire tutte le volte.

 

(Pietro Vernizzi)



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COMMENTI
04/09/2014 - La "scelta" di Renzi (Giuseppe Crippa)

Se Poletti fosse libero di fare quello che pensa, avremmo l’abolizione dell’Art. 18 domani mattina. Purtroppo Renzi non gli può dare via libera perché rischierebbe di perdere quasi mezzo partito (bersaniani, civatiani, fassiniani ecc.) Quanto ad Alfano, le cui competenze sia in ambito economico che giuslavoristico non sono esattamente eccelse, sarebbe bene non intervenisse su questi temi per non dare ulteriori argomenti alle sinistre.