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SBLOCCA ITALIA?/ 1. Fassina (Pd): moriremo tutti di austerità

Per STEFANO FASSINA (Pd) il debito pubblico è aumentato di 30 punti negli ultimi anni perché abbiamo fatto manovre di austerità, e la responsabilità è di chi ha proposto il rigore

Stefano Fassina (Infophoto) Stefano Fassina (Infophoto)

Cancellare l’obbligo di bilancio dalla Costituzione, che era stato approvato dal Parlamento sotto il governo Monti nell’ottica dell’introduzione del Fiscal Compact. E’ la proposta di alcuni deputati del Pd, tra cui Stefano Fassina, Giuseppe Lauricella e Alfredo D’Attorre. La proposta era già stata presentata al Senato sotto forma di disegno di legge costituzionale, ma non era stata accolta perché giudicata estranea alla materia. Ora la partita si riapre a Montecitorio, anche se una parte del Pd ha polemizzato con l’iniziativa di Fassina e compagni. Giachetti per esempio ha rimarcato su Twitter che l’articolo 81 fu votato dal Pd, il cui responsabile economico era proprio Fassina, e si è chiesto: “Il ritorno dei compagni che sbagliano?”. Abbiamo chiesto all’onorevole Stefano Fassina, ex viceministro dell’Economia, di illustrarci le ragioni della sua proposta e di rispondere alle obiezioni.

Partiamo da quanto osservato da Giachetti, secondo cui chi propone di abolire il pareggio di bilancio in Costituzione lo aveva votato nel 2012. Lei che cosa gli risponde?

Io non l’ho votato e sono sempre stato contrario, tanto è vero che gli amici e i componenti della corrente di Giachetti allora chiesero le mie dimissioni. In ogni caso è stato un errore che abbiamo pagato caro anche in termini elettorali, e come altri errori che abbiamo compiuto in quella stagione politica è da correggere.

Che cosa è cambiato oggi rispetto al 2012, quando si votò il pareggio di bilancio in Costituzione?

E’ cambiato che allora eravamo una minoranza a considerare una follia l’austerità nel momento della recessione, mentre oggi è opinione ampiamente prevalente, tanto che la stessa Banca Centrale ha ritenuto necessario intervenire sul versante delle politiche di bilancio e non soltanto per quanto riguarda quelle monetarie.

Con la vostra iniziativa per togliere il pareggio di bilancio dalla Costituzione fate sul serio?

Sì. La proposta era già stata presentata nella discussione al Senato sotto forma di disegno di legge di riforma costituzionale, ma non era passata. La ripresentiamo alla Camera e credo che il sostegno di Montecitorio sarà più ampio di quello che ha avuto a Palazzo Madama. La nostra proposta è parte di una serie di proposte diverse in materia di politica economica. Circa 50 deputati e 20 senatori Pd sostengono il referendum sulla legge di attuazione dell’articolo 81. Abbiamo presentato una mozione alla Camera per evitare che si attuino delle privatizzazioni dannose per il Paese. E’ un tassello di una politica economica utile all’Italia.

Non avete timore di essere identificati con la sinistra più vecchio stampo e spendacciona, pronta a fare altro debito pubblico?


COMMENTI
05/09/2014 - Moriremo tutti? Lui no, col suo stipendio... (Giuseppe Crippa)

Il responsabile economico di un partito è contrario (e non vota) una modifica costituzionale – non propriamente una leggina – mentre il suo partito la vota e non si dimette immediatamente ma lo fa soltanto quando il suo segretario lo sfotte? E’ la dimostrazione che le decisioni che servono all’Italia gli interessano meno delle battute che lo riguardano.