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FRONDA PD/ Gotor: Renzi, la tua finta segreteria è un regalo a Berlusconi

Bersani, Letta e D'Alema ai tempi d'oro (Infophoto) Bersani, Letta e D'Alema ai tempi d'oro (Infophoto)

Tecnicamente e formalmente sì, perché lo Statuto del Pd lo prevede, anche se bisogna vedere se alla lunga può funzionare sul piano politico. Ci sono dei limiti oggettivi da questo punto di vista, perché il partito smette di essere un luogo di discussione ed elaborazione, mentre sarebbe opportuno che svolgesse questa funzione ed è costretto ad acconciarsi automaticamente alla volontà del governo, che può essere condizionata anche da altri fattori. Dopo le Primarie, la segreteria del Pd è stata convocata un paio di volte all'alba per fare un po' di scena, ma da quando Renzi è al governo è stata congelata e i membri che adesso svolgono un'altra funzione non sono stati ancora sostituiti. La ritengo un’anomalia e un fatto sbagliato perché tutto ciò produce un impoverimento del modo di stare insieme di un partito.

 

Ma c'è democrazia interna al partito oppure no?

I gruppi parlamentari si convocano e discutono, mentre ho l'impressione che ci sia una maggiore difficoltà a farlo nei gruppi dirigenti del partito. Le direzioni, ad esempio, anziché essere dei momenti di discussione e di confronto, sono delle platee funzionali ad esprimere un messaggio in streaming verso l'esterno. Un partito di solito non funziona in questo modo. Ciò non significa che non ci sia democrazia, ma che gli organi dirigenti dovrebbero riunirsi per discutere ed elaborare una linea politica. Quanti rispondono citando il numero di direzioni che sono state convocate fingono di non vedere il problema e forniscono una risposta burocratica e ipocrita a un nodo politico evidente.

 

I renziani vi accusano: "Se fosse per voi, il partito sarebbe al 12% anziché al 41%”. Lei che cosa risponde?

Sto ai fatti. Con i risultati conseguiti nel 2013, la coalizione “Italia Bene Comune” ha sfiorato il 30% e ha portato al governo prima il vicesegretario del Pd, Enrico Letta e poi il segretario del Pd Renzi. Ci vorrebbe quindi maggior rispetto e senso dell’equilibrio e minore arroganza. Poi quando ci saranno di nuovo le elezioni politiche vedremo quello che riusciremo a fare: per ora Renzi sta governando grazie ai risultati del 2013 che dunque non sono stati così negativi perché hanno portato per la prima volta il Pd al governo del Paese e gli hanno consegnato un evidente ruolo di perno e di fulcro dell'interno sistema. Non mi sembra poco.

 

Eppure il risultato delle Europee è stato di gran lunga migliore…

Non disconosco i meriti di Renzi in questo risultato e il ruolo svolto dagli 80 euro che sono stati messi in busta paga nei giorni delle elezioni. Ma le elezioni europee sono avvenute in uno scenario politico radicalmente mutato: il nostro principale competitore, Silvio Berlusconi, stava scontando la condanna ai servizi sociali e Grillo, dopo un anno di deludente attività parlamentare, ha pagato un prezzo vedendo attenuata la sua forza d'urto anti-sistema. Invito inoltre a tenere presente che il 41% delle Europee è stato il prodotto di solo il 58% dei votanti. Di solito alle politiche vota più del 70%, è stato quindi un risultato condizionato dalla forte astensione. Quando si terranno le prossime elezioni nazionali la destra avrà avuto il tempo di riorganizzarsi e il movimento 5 stelle di calibrare di nuovo la sua proposta politica, immagino su una piattaforma populista no-euro e no-immigrati che sarà particolarmente insidiosa. Serve quindi maggiore realismo, anche perché poi i risvegli potrebbero essere bruschi e inaspettati. Per evitarlo l'unica strada possibile è governare bene e con slancio riformatore questo Paese e tutto il Pd, minoranza e maggioranza insieme, sono impegnati in questa sfida in cui è in gioco il destino dell'Italia. Per riuscirvi però non basta un governo autorevole, ma serve anche un partito forte e autonomo che funzioni da pungolo e da stimolo. Per questo il confronto è importante.

 

(Pietro Vernizzi)

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