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SCANDALO SPESE PAZZE/ Stefano Bonaccini sentito dai magistrati: non mi ritiro dalle primarie

L'ex presidente del consiglio regionale dell'Emilia Romagna e candidato alle primarie del Pd nella stessa regione, Matteo Richetti, si è ritirato dalla corsa. Risulta indagato per peculato

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Quattromila euro spesi tra il 2010 e il 2011 in cene e rimborsi di benzina: sono queste le accuse che gli inquirenti rivolgono al segretario regionale Stefano Bonaccini nell'ambito dell'inchiesta sulle spese pazze della Regione Emilia Romagna. Nonostante queste accuse Bonaccini, candidato alle primarie Pd per la presidenza della regione, ha detto che non ha intenzione di ritirarsi. Nell'inchiesta sono indagati tutti i gruppi politici presenti in consiglio regionale, dal Pdl al M5S, da Sel a Idv. Al termine dell'incontro con i magistrati Bonaccini ha detto che tutte le spese riguardano la sua attività di consigliere, dunque sono spese regolari e si è dichiarato sereno, convinto di aver chiarito la sua posizione.

Oltre a Matteo Richetti, anche un altro dei candidati alle primarie del Pd in Emilia Romagna risulta indagato nell'inchiesta relativa alle cosiddette spese pazze in consiglio regionale. Si tratta di Stefano Bonaccini, il quale però, attuale segretario regionale, a differenza di Richetti non si è ritirato dalle primarie stesse. Ma è caos nel Pd: si parla adesso di candidare vecchi nomi come Bersani e Romano Prodi, ma soprattutto Graziano Del Rio oppure il sindaco di Imola Daniele Manca. Il tutto se le primarie stesse non salteranno, come sembra essere.

Matteo Richetti, deputato del Partito democratico e in corsa per le primarie alla presidenza regionale del Pd da cui si è ritirato proprio oggi, risulta indagato per peculato. L'accusa che coinvolge anche altri otto consiglieri regionali del partito riguarda le cosiddette spese pazze, ossia l'uso di soldi pubblici da parte di membri del consiglio regionale dell'Emilia Romagna. L'esposto che ha visto coinvolto Righetti è stato presentato da un esponente del M5S, Andrea Defranceschi e riguarda l'uso dell'auto blu per scopi personali quando Richetti era presidente del consiglio regionale. Come detto sono otto i consiglieri regionali del Pd indagati ma potrebbero spuntare fuori anche esponenti di altri partiti.

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