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NAPOLITANO/ Da "Re Giorgio" 5 compiti al paese

Giorgio Napolitano (Infophoto) Giorgio Napolitano (Infophoto)

Però tant'è: anche leggendo fra le righe del discorso di San Silvestro. L'invito a non tradire mai la "lealtà parlamentare", anche nel confronto politico più duro, è stato l'ultimo scudo offerto dal Quirinale alla "grande coalizione" Renzi-Berlusconi, stretta fra la "nuova Lega" di Salvini e un grillismo che pare precocemente invecchiato.  

Mafia capitale: una società civile per la grande bonifica — Niente dietrologie quando il presidente della Repubblica — soprattutto se si chiama Giorgio Napolitano — insiste sulla lotta per la moralità pubblica. Quando però l'accento è esplicito sull'inchiesta della Procura di Roma sulla corruzione di stampo mafioso, è lecito cogliere un'indicazione: quella a favore di un magistrato, Giuseppe Pignatone, che dalle trincee della Calabria ha portato la battaglia contro la criminalità organizzata, i "mondi di mezzo e di sopra", dovunque si diffonde il malaffare anti-democratico (e senza fossilizzazioni da "professionismo dell'antimafia", egualmente antidemocratico).   

La scienziata, l'astronauta, «Mrs Pesc»: quel capitale umano (rosa) per una nuova missione nazionale — Non è la prima volta che, il 31 dicembre, Napolitano addita italiane eccellenti per tenere viva l'identità, la «missione nazionale» del Paese. Quest'anno è toccato a Fabiola Gianotti, nuovo direttore del Cern, e a Samantha Cristoforetti, che ha trascorso la notte di Capodanno in orbita nello Space Lab. E anche se non l'ha nominata, Napolitano ha egualmente ricordato che nell'anno appena concluso Federica Mogherini è diventata "ministro degli esteri" dell'Unione europea. Al giornalista è concesso interpretare questi passaggio come un suggerimento a investire questo «capitale umano» tinto di rosa nell'elezione del prossimo presidente della Repubblica (ancora una volta in sintonia con i desiderata del premier Renzi).

La «selvaggia persecuzione dei cristiani» e quel «ponte fra Russia ed Europa» — Un ex dirigente del Pci, presidente di un grande repubblica democratica fondatrice dell'Europa postbellica, ben dentro il XXI secolo mette in relazione la drammatica avanzata del Califfato — dichiaratamente anti-cristiana — con la necessità di non "rompere i ponti" con la Russia, anche nella fase di confronto sulla crisi ucraina. Non c'è bisogno di alcun commento. 

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COMMENTI
03/01/2015 - Ponti (luisella martin)

Credo che da giovane, Re Giorgio con i suoi amici comunisti, abbia attraversato i tanti ponti che l'Europa e la Russia hanno costruito nei secoli: la musica per esempio, la poesia,la letteratura...Fra tutti i ponti però quello comunista deve essere sembrato a Giorgio e compagni il più affascinante perché portava in un mondo in cui gli uomini dovevano essere tutti uguali. Probabilmente il giovane Giorgio temeva di essere inseguito dai nemici borghesi e fascisti e così ha distrutto i ponti "politici" dopo averli attraversati! Singolare che oggi, dopo che l'Europa ha fatto crollare il muro di Berlino, il nostro Presidente ripensi a quei ponti che - forse con un po'di rimorso -insieme ai compagni ha voluto far saltare allora, mentre ora chiede di ripristinare!

 
01/01/2015 - Finalmente se ne va! (Alberto Pennati)

Al di là delle responsabilità politiche, che ha questo personaggio, nell'aver portato allo scempio il nostro Paese (ormai senza più legalità, neppure contro gli attentati alla Costituzione), anzichè dare i compiti agli altri vorrei che almeno si vergognasse del suo attivo e determinante contributo alla morte di Eluana Englaro.