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QUIRINALE/ Formica: Renzi, così il Parlamento (umiliato) ti si rivolterà contro

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Il Quirinale (Infophoto)  Il Quirinale (Infophoto)

Con chiunque, come è sempre avvenuto in Parlamento quando c’è stata una votazione per il presidente della Repubblica. Sono voti contro, non sono voti a favore di qualcuno, e quando si sale sul treno del voto di protesta ci si può alleare con tutti.

 

L’attuale situazione ha dei precedenti?

Sì. Durante l’elezione per il presidente della Repubblica del 1955, una parte della Dc si accordò con la sinistra per eleggere Giovanni Gronchi. Allora giocò molto l’accordo Nenni-Gonella per rovesciare la politica centrista. Questa del 2015 sarà un’elezione molto simile a quella del 1955.

 

In che senso lei prima ha parlato di desiderio di vendetta?

In Parlamento non c’è un solo deputato o senatore che non abbia qualcosa da rivendicare nei confronti di Renzi, vuoi per umiliazioni subite o vuoi per essere stato scartato, inclusi quelli che appaiono renziani. Sono tanti i renziani che quest’anno sono stati mortificati dallo stesso Renzi. E’ un panorama pieno di contraddizioni.

 

In questo panorama Grillo potrebbe riuscire a imporre il suo candidato?

No, tutt’al più Grillo potrebbe riuscire a far votare qualcuno che non gli dispiace. Nessuno è nelle condizioni di fare passare il suo candidato. I parlamentari si organizzeranno per bande, non per partiti. E’ inutile che voi giornalisti andiate a cercare il candidato di Forza Italia, del Pd o dell’M5S, perché saranno tutti candidati trasversali.

 

Che cosa è cambiato dal voto sul Quirinale del 2013?

Questo Parlamento è lo stesso del 2013, quando non fu capace di eleggere un presidente della Repubblica. Da allora nulla è cambiato in meglio, ci sono stati solo cambiamenti in peggio. Nel frattempo si sono accumulati altri risentimenti, altre umiliazioni, altre mortificazioni e altro spirito di rivalsa.

 

Lo spirito di rivalsa può riuscire a organizzarsi in maggioranza?

Di solito quando c’è il caos la maggioranza si riesce a raggiungere abbassando il livello al minimo. Lo stesso Renzi probabilmente vuole eleggere un presidente della Repubblica di livello così basso da non oscurare la sua stessa figura. In questo può verificarsi una “vittoria” di Renzi, non grazie a un suo candidato, ma con l’eletto di più bassa qualità.

 

Avremo il peggiore presidente della storia repubblicana?

Siccome è il tredicesimo, è un numero che non porta bene.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
01/01/2015 - commento (francesco taddei)

molto più democratica l'elezione diretta del presidente usa e la loro separazione dei poteri che la partitocrazia parlamentarista politicante italiana derivante dai tradizionali partiti costituzionali