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QUIRINALE/ Mucchetti (Pd): Renzi, la ferita dei 101 è ancora aperta…

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Sì, perché è una norma che fa figli e figliastri tra i contribuenti italiani. Regala la salvaguardia penale dei ricchi a svantaggio dei poveri. Un'azione da Robin Hood alla rovescia. Stabilire che chi evade fino al 3% dell'imponibile, com'era senza nemmeno un tetto monetario, non commette reato, significa che un grade gruppo — Eni, Unicredit, Intesa solo per dirne alcuni — potrebbe senza correre rischi penali accantonare in nero alcune centinaia di milioni l'anno. Se pescata dall'Agenzia delle Entrate, la società pagherà pegno ma gli amministratori no. E sarebbero loro i beneficiari del fondi neri.

Se l'avesse fatto Berlusconi?
Ci sarebbe stata una rivolta, guidata senza dubbio dal centrosinistra. Renzi compreso. Anzi, ricordo che Renzi fu tra quelli che non volevano fare sconti a Berlusconi condannato, quando al governo c'era Letta. E adesso, anche con il rinvio, gli assicura la decadenza delle pene accessorie, tra le quali l'incandidabilità. Non possiamo, come gruppi parlamentari del Pd, cambiare idea a seconda delle utilità personali di un leader ogni tre mesi.

Lei come spiega che una volta scoperto il "trucco" il pensiero di tutti sia andato subito al patto del Nazareno?
Siccome a quel patto non ho partecipato, non mi esercito in dietrologie. Mi pare che bastino le due criticità che ho indicato.

Per il Quirinale Bersani ha detto "ripartiamo da Prodi". Che senso ha?
La posizione di Bersani, non nuova, è ragionevole. Il Pd, se ripartisse da Prodi, risanerebbe la ferita dei 101 che nel segreto dell'urna liquidarono il professore. 

Ma non è acqua passata?
Se le ferite non si risanano, s'infettano. E questo non fa bene.

Voi minoranza dem direste no a un candidato che sia figlio del patto del Nazareno?
Se i Nazareni proporranno una personalità, non importa di quale sesso, di grande autorevolezza politica, che può essere solo frutto di una storia maturata in Italia e all'estero, senza sudditanze verso nessuno, posso votarlo serenamente. Avrebbe le caratteristiche per unire il Paese e aiutare il governo nell'arena mondiale. Se ci venisse proposto un re travicello o una regina della stessa caratura, non darei il mio sostegno.

Sul fatto che un candidato debba essere indicato preliminarmente dal Pd, sarà d'accordo con Renzi, no?
Sì, molto: il Pd ha 450 grandi elettori su un migliaio, di certo non si elegge il presidente della Repubblica contro il Pd. Al tempo stesso dobbiamo pensare a una figura che goda del consenso necessario. Ho letto che la maggioranza di governo più Forza Italia avrebbe 750 voti. Ecco, non vorrei che, per effetto di scelte inadeguate, venisse fuori un presidente con 520 voti. Un'operazione di unità nazionale non può diventare la prevaricazione di una risicata maggioranza, per giunta figlia del Porcellum.

C'è il rischio di rotture trasversali nei gruppi? Già Berlusconi non controlla più il suo partito