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TAGLIO DELLE REGIONI?/ Dalla Francia una lezione al federalismo italiano

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Il testo definitivo approvato il 17 dicembre 2014 dall’Assemblea nazionale dispone che dal 31 dicembre 2015 la Carta delle regioni francesi sarà composta da 13 Regioni (Corsica compresa) anziché 22. Sei Regioni non sono state modificate (tra parentesi i dati della popolazione al 1° gennaio 2014): Bretagne (3.217.767), Corse (314.486, che dispone di uno Statuto particolare), Ile de France (11.852.851), Centre (2.556.835), Pays de la Loire (3.601.113), Provence-Alpes-Cote d’Azur (4.916.069); le restanti 7 Regioni sono l’esito degli accorpamenti: Alsace (1.852.325), Champagne-Ardenne (1.336.053) et Lorraine (2.350.657); Aquitaine (3.254.233), Limousine (741.072) et Poitou-Charentes (1.777.773); Auvergne (1.350.682) et Rhone-Alpes (6.283.541); Bourgogne (1.642.734) et Franche-Comté (1.173.440), Languedoc-Roussillon (2.670.046) et Midi-Pyrénées (2.903.420), Nord-Pas-de-Calais (4.042.015) et Picardie (1.918.155), Basse Normandie (1.475.684) et Haute-Normandie (1.839.393).

Se escludiamo la Regione più grande, l’Ile de France della capitale Parigi, e la più piccola, la Corsica, quelle non modificate presentano una popolazione compresa tra 2,5 e 4,9 milioni di abitanti, mentre le 7 nuove Regioni presentano una popolazione media di 5,2 milioni di abitanti.

La taglia delle Regioni risulta modificata in maniera significativa in quanto 5 presentano una popolazione compresa tra 2,5 e 3,6 milioni di abitanti e 7 maggiore di 4 milioni di abitanti (esclusa la Corsica). Dopo la modifica, la popolazione media di tutte le Regioni metropolitane è aumentata da 3.116.761 abitanti a 4.851.560 abitanti (+64,24%), ma se escludiamo dal calcolo l’Ile de France e la Corsica l’aumento del valore medio è pari al 68,63%.

Le numerose modifiche effettuate alla Carta delle regioni durante l’iter legislativo (il numero è passato da 13, a 14, a 15, a 13) evidenziano l’assenza di un progetto del governo fondato su indicatori statistici, economici e finanziari: dunque la scelta ultima è stata essenzialmente politica. Tra le ragioni che hanno reso incerta la collocazione de l’Alsace (1.852.325 abitanti) non possiamo escludere il fatto che ospita le sedi comunitarie europee, mentre l’accorpamento tra la regione Rhone Alpes (“la Lombardia francese”) e la regione Auvergne (1.350.682 abitanti) non è mai stato in discussione nei diversi testi di legge (dati al 1° gennaio 2014).

Tuttavia, il ridisegno della Carta regionale è solo una parte dell’azione del governo Valls verso le Regioni. Infatti, la legge in materia di riforma territoriale della Repubblica persegue tre obiettivi generali: semplificare e chiarire i ruoli delle collettività locali, fare dei territori il motore della crescita economica, rafforzare la solidarietà territoriale.

Oltre alla diminuzione del numero delle Regioni, le questioni più importanti al centro dell’azione del governo Valls riguardano le competenze e le risorse finanziarie, nonché la riduzione del “mille foglie”, la sovrapposizione delle competenze tra livelli di governo territoriale. Il governo Valls riconosce l’esigenza di adeguare le risorse, finanziarie e fiscali, delle Regioni ai nuovi costi determinati dalle nuove competenze, nel quadro di una revisione complessiva delle loro risorse finalizzata a migliorare la loro visibilità e l’efficacia della spesa pubblica. In particolare, Valls ha sottolineato che le risorse finanziarie delle Regioni sono “oramai inadatte” e che “non dispongono quasi più di autonomia fiscale”.



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