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TAGLIO DELLE REGIONI?/ Dalla Francia una lezione al federalismo italiano

Il Governo francese ha deciso di tagliare il numero delle Regioni e riorganizzare il suo territorio. Una lezione molto utile per l’Italia, come spiega VITTORIO FERRI

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In Italia e in Francia, nei mesi scorsi le Regioni sono state al centro dell’azione dei governi, nati nei primi mesi del 2014, e del dibattito politico. Tuttavia, in presenza di analogie tra le Regioni dei due Stati, i divari orizzontali in termini di popolazione e di differenze riguardanti le competenze e le risorse fiscali loro assegnate, le scelte recenti dei rispettivi governi sono molto diverse. Il governo Valls, oltre alla riduzione delle spese delle Regioni, ha presentato due progetti di legge, per la delimitazione delle Regioni (riduzione del loro numero) e per la riorganizzazione territoriale della Repubblica (modifica delle funzioni assegnate ai livelli di governo), mentre il governo Renzi ha proposto una riduzione delle competenze delle Regioni nel nuovo Titolo V e nella Legge di stabilità ha tagliato le loro risorse di circa 4 miliardi di euro.

La Francia è composta da 36.700 Comuni, 101 Dipartimenti, 22 Regioni (escluse quelle d’oltremare) e 2.600 Istituzioni intercomunali che esercitano parti di competenze nelle stesse materie e costituiscono la cosiddetta “millefoglie territoriale”. Secondo l’articolo 1 della Costituzione, “l’organizzazione della Repubblica è decentralizzata” (legge costituzionale n. 2003-276) .

A seguito del I Atto della decentralizzazione, voluta dal presidente Mitterand nel 1982, le Regioni sono diventate Collettività territoriali, elette dai cittadini e amministrate da un Consiglio regionale dopo le prime elezioni a suffragio universale del 16 marzo 1986. Dunque sono molto più giovani rispetto ai Comuni e ai Dipartimenti e il loro pieno riconoscimento costituzionale è avvenuto solo con la revisione della Costituzione del 28 marzo 2003.

Le competenze delle Regioni sono aumentate nei decenni successivi, a partire dalla legge del 13 agosto 2004 (II Atto della decentralizzazione). In particolare, la legge del 27 gennaio 2014 ha attribuito alla regione il ruolo di chef de file, in materia di organizzazione dell’azione delle Collettività territoriali, in numerose politiche: governo del territorio, sviluppo economico durevole, protezione della biodiversità, qualità dell’aria, politiche in materia di energia, sostegno all’innovazione, internazionalizzazione delle imprese, intermodalità e complementarietà tra i modi di trasporti, sostegno all’insegnamento superiore e alla ricerca.

Il presidente Hollande ha più volte sottolineato la necessità di raggiungere una dimensione ottimale delle Regioni facendo riferimento ai Lander della Germania, anche se questi ultimi, dopo la riunificazione, presentano ancora significativi divari in termini di popolazione e livello di reddito procapite. Come annunciato in aprile in sede di presentazione del programma di governo all’Assemblea nazionale e al Senato, il Consiglio dei Ministri del 18 giugno 2014 ha approvato il progetto di legge in materia di nuova delimitazione delle Regioni.