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Politica

QUIRINALE/ Folli: ecco il bivio che non fa dormire Renzi

Matteo Renzi (Infophoto)Matteo Renzi (Infophoto)

L’assemblea è un po’ una finzione, perché è Renzi che tiene in mano i fili della vicenda. La vera domanda è se il segretario del Pd abbia interesse a stringere un accordo preliminare con la minoranza interna. Oppure se gli convenga di più stringere in prima battuta un accordo con Berlusconi, e poi chiedere il sostegno della minoranza Pd. Il problema è che in questa fase nemmeno lo stesso Renzi sa quale strategia scegliere.

 

Renzi sarebbe disposto a spaccare il Pd per salvare il Patto del Nazareno?

Sul piano della logica politica che conosciamo la risposta dovrebbe essere no. In tutti i passaggi politici dell’ultimo anno, Renzi però ha fatto vedere che non si fa condizionare dalle minoranze. In questo momento il premier tiene fin troppo al Patto del Nazareno.

 

In che senso lei ha detto che Renzi non sa ancora che cosa fare?

I due binari sono quelli che ho indicato. Il premier deve trovare il modo per non spaccare il suo partito, e al tempo stesso non compromettere il Nazareno. Berlusconi voterà il candidato che presenterà Renzi, ma quest’ultimo non può dare alla minoranza del Pd l’impressione di avere deciso tutto con Berlusconi e che al partito spetta solo una ratifica formale.

 

E se alla fine Renzi candidasse proprio Bersani?

Non credo che lo farà, a meno che si trovi con le spalle al muro, ma per ora sente di avere in mano le carte del gioco. In parte bluffa, ma non vuole dare a nessuno l’impressione di essere in difficoltà. Se fosse eletto al Quirinale, Bersani diventerebbe l’antagonista di Renzi, anche perché l’ex segretario rappresenta tutta una tradizione che il premier vuole superare.

 

Il nuovo presidente potrebbe essere Luciano Violante?

Perché no, Violante sarebbe un nome che risponde ai requisiti, anche se finora è passato molto in secondo piano. Non escludo affatto che possa essere lui il successore di Napolitano. Il punto di cui tenere conto è che tradizionalmente al Quirinale non vanno i leader politici. Bersani è stato segretario del Pd, e finora c’è stato un solo caso di un leader politico che è diventato presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat.

 

Come vedrebbe invece delle figure più “europee” come Draghi o Cassese?

Tutto è possibile, ma è ancora molto presto per dirlo. In questa fase la vera questione è quale strategia seguirà Renzi. Abbiamo visto inoltre che Draghi si è chiamato fuori, e in questa fase inoltre non è sicuramente un nome sul tavolo.

 

(Pietro Vernizzi)

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