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Politica

ITALICUM 2.0/ D'Attorre (Pd): un trucco di Renzi per tenere il Porcellum

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Sia sulla legge elettorale al Senato sia sulla riforma costituzionale di cui stiamo discutendo alla Camera, bisogna lasciare al Parlamento lo spazio per fare il suo lavoro. Entrambe sono materie squisitamente parlamentari su cui il governo non può porre una questione di fiducia. Sono convinto che il Parlamento, sia sulla legge elettorale sia sulla riforma costituzionale, possa e debba introdurre le necessarie correzioni.

 

Siete disposti a portare avanti la vostra battaglia fino a rompere il Pd?

Ci sono le condizioni per evitare una rottura. Naturalmente ci deve essere da parte del segretario-premier una capacità di ascolto e di mediazione. Il punto è che Renzi è chiamato a scegliere. Deve decidere se mettere davanti l’unità e la forza del Pd, o se invece si fida di più di Berlusconi e del Patto del Nazareno. Cioè se sul successore di Napolitano al Quirinale intende sentire prima l’assemblea del Pd o prima il leader di Forza Italia.

 

Sentendo prima l’assemblea del Pd, Berlusconi finirebbe però per avere l’ultima parola…

No, perché Berlusconi non sarebbe l’unico interlocutore ma dovremmo discutere anche con le altre forze politiche sia di maggioranza sia di opposizione inclusi Sel, M5S e Lega nord. Bisognerebbe tenere conto del parere di Berlusconi come dell’opinione delle altre forze politiche, e vedere qual è il candidato su cui si registra il consenso più largo.

 

Per Renzi di certo il presidente della Repubblica non sarà eletto alla prima votazione.

Non capisco perché Renzi dica che dobbiamo per forza aspettare addirittura la quarta votazione. Se l’obiettivo è quello di eleggere un presidente di garanzia che parli a tutti gli italiani e su cui coinvolgere tutte le forze politiche, è più logico e coerente provare a farlo fin dalla prima votazione. Se decidiamo fin dall’inizio di aspettare la quarta non diamo l’idea di voler parlare con tutti, ma solo con “qualcuno” molto ben determinato, cioè ancora una volta Berlusconi.

 

Quanto è avvenuto nel 2013 non dimostra che è impossibile che l’M5S voti il candidato del Pd?