BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

DIMISSIONI NAPOLITANO/ Renzi e il trucco del "presidente qualunque"

Pubblicazione:

Matteo Renzi (Infophoto)  Matteo Renzi (Infophoto)

Esso non può e, occorre aggiungere, non deve essere stigmatizzato, quasi che la costituzione vivente non possa allontanarsi dalla costituzione formale, che pure resta sullo sfondo come riferimento ineliminabile. Renzi non lo fa né lo potrebbe fare. Egli può solo pallidamente suggerire la necessità di un cambiamento, forse di una correzione tutto sommato modesta al percorso vittorioso di una presidenza che con Napolitano ha raggiunto il suo apice, non solo tra le istituzioni nazionali ma anche  nel cuore delle persone, complice il disfacimento del sistema dei partiti e le eccezionali difficoltà economico-finanziarie del Paese.  

Senza enfasi, la sua descrizione del nuovo presidente come un anonimo personaggio sembra esprimere un'aspirazione — condivisa — a che si ritorni all'ordinario, ad un mondo conosciuto, alla fine dell'eccezione e dell'eccezionalità. Se la crisi finirà, come va promettendo il ministro dell'Economia, e il Paese tornerà a lavorare, alle sue ordinarie occupazioni, forse non ci sarà bisogno di un presidente come Giorgio Napolitano. Forse basterà un presidente qualunque, un uomo qualunque, di cui si potrà persino dimenticare il cognome. In un certo senso, questo è quanto tutti ci auguriamo, a condizione — però — che tutte le altre istituzioni (a partire dal parlamento e dai partiti che lo compongono) ritornino all'ordinario. Senza che tutti ritornino alle loro ordinarie occupazioni (a fare le leggi, ad esempio, e poi a darvi attuazione, a governare con competenza e lungimiranza e a esercitare la giustizia) vano sarà pensare di normalizzarne uno solo, anche se questo è solola più alta carica dello Stato. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.