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ITALICUM/ Minzolini (FI): così non lo votiamo, è una legge ad personam per Renzi

Per AUGUSTO MINZOLINI, il premio di lista e le soglie di sbarramento molto basse previste dall’Italicum creeranno una frammentazione che sarà letale a Forza Italia e all’intero centrodestra

Augusto Minzolini Augusto Minzolini

I lavori dell’aula del Senato sulla legge elettorale sono stati interrotti e riprenderanno martedì. Una scelta dettata apparentemente dalla conclusione dell’illustrazione degli emendamenti e dall’esame della riforma, e quindi dal fatto che martedì si ricomincerà con le prime votazioni. Anche se in realtà la vera motivazione è lo scontro senza quartiere che dilania i partiti ogni volta che si parla di Italicum. Ne è la prova la riunione di mercoledì cui hanno partecipato i parlamentari di Forza Italia, Gruppo Gruppo Grandi Autonomie e Libertà (Gal) e Popolari per l’Italia (Pi). L’incontro è culminato in uno scontro verbale molto duro tra Denis Verdini e Renato Brunetta. E altrettanto duro, non nei toni quanto nei contenuti, è stato il giudizio del senatore di Forza Italia, Augusto Minzolini, il quale ha detto di non essere d’accordo sulla legge elettorale, dichiarando: “Il cuore dell’Italicum, che riguarda il premio alla lista, collegato a soglie di sbarramento molto basse e con i capilista bloccati, fa sì che questa sembri una legge elettorale a immagine e somiglianza del Pd renziano, e questo è inaccettabile”. E ha aggiunto Minzolini: “C’è una contraddizione, in quanto non si può fare il premio di lista con delle soglie basse. In questo modo si finisce per creare uno scenario politico in cui si ha un unico grande partito delle dimensioni del Pd, altri piccoli partiti, perché con le soglie molto basse si favorisce la frammentazione, e un altro partito che sarebbe relegato a fare un’opposizione perenne. A quel punto questo secondo partito non sarebbe neanche Forza Italia bensì la Lega nord di Matteo Salvini”.

 

Senatore Minzolini, perché la discussione sulla legge elettorale è stata rimandata a martedì?

Molti non sono intervenuti perché si è proceduto all’illustrazione degli emendamenti già nella discussione serale. In più c’era un problema logistico, nel senso che gli emendamenti non sono ancora stati stampati e numerati. C’è quindi anche una difficoltà, in quanto ogni singolo parlamentare può parlare solo degli emendamenti che ha presentato, ma è chiaro che se sa anche quelli che hanno presentato gli altri l’intervento risulta più efficace. Dal momento che gli emendamenti presentati sono oltre 40mila, è evidente che c’era una difficoltà a parlare e a illustrarli.

 

Berlusconi ha già detto di sì o sta negoziando?


COMMENTI
16/01/2015 - Berlusconi "intortato" (Carlo Cerofolini)

Condivido l'analisi di Minzolini e aggiungo che Berlusconi, dopo essersi fatto (ri)"intortare" da Napolitano – nonostante che l’allora Cavaliere avesse contributo a farlo rieleggere Presidente della Repubblica – è ora molto probabile che verrà pure "intortato" da Renzi, il quale - dopo averlo usato pro domo sua - lo lascerà al suo rio destino, in quanto dopo quasi sicuramente Berlusconi verrà impallinato definitivamente sia dalla magistratura italiana sia da quella europea, che non gli renderà l’agibilità politica, perché questo è quello che di norma succede quando si lavora per il Re di Prussia. Occhio!