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QUIRINALE/ Gotor (Pd): svelato l'inciucio Renzi-Verdini

Facciamo un accordo sul Quirinale con Berlusconi dalla prima votazione con la maggioranza qualificata. E’ la proposta di MIGUEL GOTOR, secondo cui farlo dalla quarta è una presa in giro

Matteo Renzi (Infophoto) Matteo Renzi (Infophoto)

"Facciamo un accordo sul Quirinale con Berlusconi e con le altre opposizioni dalla prima votazione, quando è necessaria la maggioranza qualificata. Farlo dalla quarta, quando basta la maggioranza assoluta, è una contraddizione carica di ambiguità perché mescolerebbe i voti del governo con quelli dell'opposizione anche se non più necessario". Sono le parole di Miguel Gotor, senatore del Pd, al termine della direzione del Pd per fare il punto in vista dell'elezione del presidente della Repubblica. Il segretario-premier si è rifiutato di fare nomi di eventuali candidati, ma ha sottolineato che il Pd ha una "responsabilità" nell'elezione del inquilino del Colle, e quindi "o siamo in condizioni di fare quel che è necessario" oppure "noi saremo additati come colpevoli".

Perché Renzi si è rifiutato di fare nomi di eventuali candidati?
Sono d'accordo con lui, perché in questa fase bisogna stare il più distanti possibile dal toto-nomi, un gioco di società che lascia il tempo che trova. Prima dei nomi sono importanti la definizione di un profilo possibile e soprattutto l'individuazione di un metodo di selezione.

Qual è il profilo ideale del nuovo presidente della Repubblica?
Per quanto mi riguarda il profilo più adatto è quello di un uomo o una donna che abbiano esperienza politica, specifica competenza economica e un campo di relazioni in grado di garantire l'Italia e il governo nel contesto europeo come ha egregiamente fatto Napolitano, e anche sensibilità costituzionale, perché il processo di riforme deve proseguire. L'Italia ha bisogno di un presidente della Repubblica che sia una figura autonoma e autorevole, non una figurina che rimanda ad altro. Le parole chiave sono quindi autonomia e autorevolezza.

Quale metodo va ricercato per la sua elezione?
Renzi ha fatto bene nella direzione di ieri a dichiarare che il Pd indicherà un suo nome sin dal primo scrutinio. Al riguardo ha cambiato idea e spero che ciò non avvenga di nuovo. Infatti, qualche giorno fa aveva sostenuto di volere eleggere un presidente della Repubblica con un coinvolgimento delle opposizioni e del più ampio campo di forze possibili, ma a partire dalla quarta votazione quando il quorum si abbassa e dunque prevedendo di votare bianca nei primi tre scrutini.

Che cosa non vi convince di quest'ipotesi?
Si tratta di una contraddizione gravida di conseguenze politiche, in quanto vorrebbe dire che Renzi sta implicitamente cercando un accordo con Berlusconi e Verdini, per eleggere un presidente della Repubblica scaturito direttamente dal Patto del Nazareno. Se così fosse il nuovo inquilino del Colle sarebbe il prodotto di una maggioranza ristretta e consociativa nata mescolando i sostenitori trasversali del patto del Nazareno tra Forza Italia e Pd.

E come si potrebbe superare questa contraddizione?