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ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA/ Toto-Quirinale, Fico (M5S): il Pd decida se parlare con noi o Berlusconi

Pubblicazione:lunedì 19 gennaio 2015 - Ultimo aggiornamento:lunedì 19 gennaio 2015, 19.54

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ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, TOTO-QUIRINALE: FICO (M5S) REPLICA A SERRACCHIANI - Roberto Fico, presidente della commissione vigilanza Rai e membro del direttorio del Movimento cinque stelle, è intervenuto oggi al programma radio fonico Mix24 su Radio 24. A proposito delle prossime elezioni presidenziali, ha detto che il Pd deve dichiarare prima delle votazioni se preferisce collaborare con i cinque stelle su alcuni punti o con Berlusconi. Fico ha fatto riferimento alla dichiarazione dell'esponente Pd Deborah Serracchiani che ha detto che non si può eleggere il capo dello Stato senza Berlusconi. L'esponente cinque stelle ha anche detto che il suo partito è interessato fino a un certo punto alle riforme perché le priorità sarebbero altre: "Le priorità sono il reddito di cittadinanza, la legge anticorruzione, l’aiuto alle piccole-medie imprese". Per quanto riguarda invece la legge elettorale ha detto che il M5S vuole che tutti i deputati siano eletti con le preferenze.

ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, TOTO-QUIRINALE: NAPOLITANO SCEGLIE IL GRUPPO DELLE AUTONOMIE - Dopo essersi dimesso e aver lasciato il Quirinale, Giorgio Napolitano ha fatto sapere tra quali banchi siederà una volta tornato in Parlamento da senatore a vita. Non sarà né con Ciampi al gruppo Misto né con il Partito Democratico, ma con il gruppo delle Autonomie che già vanta la presenza dei senatori a vita Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo. "Siamo onorati da questa decisione - ha detto il presidente del gruppo Karl Zeller - E' stato un grande Presidente della Repubblica, conosce bene le questioni delle autonomie, ed è un protagonista della storia repubblicana. È un'adesione che ci rende orgogliosi".

ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, TOTO-QUIRINALE: IL PREFERITO DEI LETTORI DEL FATTO QUOTIDIANO E' RODOTA' - Il quotidiano diretto da Antonio Padellaro ha chiesto ai lettori di indicare il successore ideale di Giorgio Napolitano. Alla chiusura delle "quirinarie" indette da Il Fatto Quotidiano, il vincitore si rivela essere Stefano Rodotà. Si tratta di una vittoria più che netta: 17367 lettori sceglierebbero infatti il giurista come loro prossimo presidente della Repubblica. Medaglia d'argento per l’ex magistrato Ferdinando Imposimato, forte di 7883 preferenze. Sul podio anche un altro giurista:  Gustavo Zagrebelsky si piazza terzo conquistando 3988 voti. Solo quarto Romano Prodi, con 3812 preferenze. Al quinto posto Emma Bonino, l'ex ex ministro degli Esteri del governo Letta si aggiudica 3132 voti battendo un'altra donna, la giornalista Milena Gabanelli (2477). L'appuntamento per i lettori del quotidiano diretto da Padellaro è per il 20 gennaio, data d'inizio del ballottaggio.

ELEZIONE PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SI VOTA IL 29 GENNAIO. CAOS PD, COFFERATI: PARTITO ALLA FRUTTA - A dieci giorni dalla prima votazione per l'elezione del nuovo presidente della Repubblica, prosegue il terremoto nel Partito Democratico dopo l’addio di Sergio Cofferati. L’ex leader della Cgil, dopo aver denunciato presunti brogli nelle primarie per le regionali in Liguria, continua a gettare benzina sul fuoco parlando di un partito "alla frutta, anzi al digestivo". "Vedo che Renzi va in televisione a darmi dell'ipocrita, che i vicesegretari bollano come inspiegabile e ingiustificato il mio addio al Pd – ha detto Cofferati in un’intervista a La Repubblica - Solo insulti e offese. Se un partito, invece di chiedersi le ragioni delle dimissioni di uno dei suoi fondatori, reagisce così, siamo alla frutta". E proprio l’uscita di Cofferati dal Pd, unito alla vicenda del decreto fiscale, "certamente non aiutano a costruire un clima positivo" in vista del voto per il Colle, ha detto a Sky Tg24 Stefano Fassina, denunciando "il modo sbrigativo e irrispettoso con il quale è stato affrontato il caso Liguria". A Cofferati ha risposto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, secondo cui "il Pd non è un autobus, non si scende per convenienza dopo aver perso una sfida", ma soprattutto "sarebbe meschino strumentalizzare il caso per giustificare agguati in Parlamento". E' infine arrivato il commento di Laura Boldrini, presidente della Camera: "Spero non ci sia bisogno dell'elmetto, ma siamo pronti per ogni evenienza", ha detto a RaiNews24 parlando del voto del 29 gennaio.



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