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SCENARIO/ Quirinale e Amato, le manovre "pericolose" di Berlusconi (contro FI)

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Renato Brunetta (Infophoto)  Renato Brunetta (Infophoto)

Berlusconi ha rimuginato a lungo su un discorso che si è sentito fare, con accenti differenti, sia da Fitto sia da Umberto Bossi. Si tratta dell'invito a non fidarsi di Renzi, sospettato di essere pronto ad abbandonare le intese dopo aver fatto filotto, incassando con i voti determinanti di Forza Italia il Quirinale, la legge elettorale e le riforme costituzionali. Sullo sfondo rimane il tema del recupero dell'agibilità politica per il leader di Forza Italia. 

Da Palazzo Chigi debbono però essere venute rassicurazioni convincenti, se sabato l'ex Cavaliere ha voluto rassicurare Renzi pubblicamente sul rispetto degli impegni, tanto quanto ai contenuti, quanto sui tempi e sulle procedure. Il patto del Nazareno per adesso regge, dopo il Quirinale si vedrà. 

Berlusconi sembra essersi tanto convinto della sponda del premier da potere permettersi di guardare già al dopo. Non solo è convinto di essere in grado di evitare una scissione fittiana con il suo graduale ritorno in campo, dal momento che a metà febbraio dovrebbero finire in anticipo i servizi sociali per buona condotta. C'è di più. Il leader azzurro pensa che sia questo il momento in cui cominciare a lavorare al riassetto dell'area moderata, oggi più divisa che mai. Punto di partenza una discussione comune sull'atteggiamento da tenere nella vicenda del Quirinale con Alfano e Cesa, le altre forze che aderiscono al Partito Popolare Europeo. Primo faccia a faccia con l'ex delfino, oggi ministro dell'Interno, proprio questa settimana. 

Un rasserenamento dei rapporti con Ncd e Udc servirà anche a fare massa critica per tenere a bada il rampante Matteo Salvini, che i sondaggi continuano a dare in prepotente ascesa. Di sicuro il leader leghista non ha alcun interesse a entrare in un confronto preventivo dentro il centrodestra. Se il candidato andrà bene sia al Pd, sia a Forza Italia non potrà di sicuro essere gradito al Carroccio, va ripetendo. La sua attenzione è già alle amministrative di maggio, alle regionali venete in particolare. Per discutere di una nuova alleanza dei moderati il Quirinale non è il terreno più adatto.



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COMMENTI
19/01/2015 - Fidarsi di Renzi sì ma soprattutto anche no (Carlo Cerofolini)

Sicuramente di Renzi fidarsi, forse sarà anche bene, però sicuramente non fidarsi è molto meglio e quindi Berlusconi farebbe bene ad avere una polizza di assicurazione contro sgambetti probabili del Rottamatore. Giuliano (non) Amato poi? Ma si può?